E-mail Mappa del sito Home Page
Dettaglio

APRIRE UNA PORTA PER SPALANCARSI ALLA MERAVIGLIA: UN PROGETTO IN ALTA LANGA

Non serve bussare e, quando viene sistemata a cielo aperto, si apre su un panorama incantevole: è la porta mobile della comunità Dolcetti di località Pedaggera (Cerretto Langhe), in alta Langa.

La rete territoriale formata da Cooperativa operatori sociali Cos e associazione di volontariato Il Sicomoro, in collaborazione con il comune di Cerretto Langhe e, in particolare, i falegnami Renato e Alfredo Secco, ha lavorato insieme agli ospiti della  residenza socio-sanitaria, a indirizzo psichiatrico, per costruire una porta di legno che si installa all'aria aperta. Gli ospiti della comunità Dolcetti l’hanno dipinta e decorata.

La prima occasione per spalancarla è stata sabato 12 ottobre con “Dolcetti in arte” a Cerretto Langhe, il primo raduno degli artisti delle Langhe: il cestaio Lorenzo Borello, il pittore Libero Nada, il pittore Luigi Carbone e lo scultore Remo Salcio che hanno esposto le loro opere nel cortile della comunità. Grazie ai falegnami Renato e Alfredo Secco la porta si poggia su una base che la rende stabile. Si è spalancata dall’aiuola della struttura Dolcetti sulle montagne, presentando un panorama che è un’opera d’arte naturale. I partecipanti hanno avuto modo di immortalarsi con un selfie incorniciati dalla porta e con sfondo panoramico.
«Gli operatori della comunità mi avevano proposto l’iniziativa a maggio. Abbiamo pensato insieme che sarebbe stato molto bello, dato che c’è un bellissimo panorama, far vedere attraverso questa porta gli spettacoli del paesaggio nelle diverse stagioni. Ripeteremo l’apertura della porta in occasione del Natale» ha detto la presidente di cooperativa Cos Emilia Arione.
Durante “Dolcetti in arte” tutti hanno provato a entrare e passare dalla porta. I volontari del Sicomoro hanno spiegato il loro operato nella comunità: laboratori di lettura, inglese, musica. Inoltre, è stata l’occasione per consegnare all’associazione Acqua per la vita Onlus di Diano d’Alba un contributo derivante dai mercatini che durante l’anno allestiscono i 20 ospiti. C’è una collaborazione che prosegue da anni: il dottor Vincenzo D’Amore, presidente del sodalizio dianese, presenta spesso i vari pozzi realizzati, grazie anche al sostegno della struttura, in Africa.
«Se queste strutture non sono aperte sul territorio finisce il loro scopo. È importante che gli ospiti siano anche inseriti e accettati sul territorio» ha detto Assunta Isnardi presidente dell’associazione Il Sicomoro.

Conferma Emilia: «In una struttura ha un significato spalancare una porta sul mondo. È un modo per aprire la mente e andare verso la normalità, il mondo esterno. Tante volte si parla di psichiatrici come qualche cosa di molto chiuso. La nostra comunità ha invece questo imprinting di aprirsi al territorio e di coinvolgere le realtà circostanti. Questa porta aperta aveva anche questo significato, oltre a essere occasione di incontro e festa con amici e parenti».
La porta, che viene tolta al termine di ogni evento, si spalancherà ancora in ogni stagione dell’anno così da poter ammirare le sfumature del paesaggio langarolo al passare dei mesi e aiutare tutti ad aprirsi alla meraviglia.

Per informazioni:

Servizio di Giorgia Barile