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PROMOZIONE SOCIALE

Legge 7 dicembre 2000, n. 383

Disciplina delle Associazioni di Promozione Sociale

Gazzetta Ufficiale n. 300 del 27 dicembre 2000

Capo I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1. (Finalità e oggetto della legge)
1. La Repubblica riconosce il valore sociale dell’associazionismo liberamente costituito e delle sue molteplici attività come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo; ne promuove lo sviluppo in tutte le sue articolazioni territoriali, nella salvaguardia della sua autonomia; favorisce il suo apporto originale al conseguimento di finalità di carattere sociale, civile, culturale e di ricerca etica e spirituale.
2. La presente legge, in attuazione degli articoli 2, 3, secondo comma, 4, secondo comma, 9 e 18 della Costituzione, detta princìpi fondamentali e norme per la valorizzazione dell’associazionismo di promozione sociale e stabilisce i princìpi cui le regioni e le province autonome devono attenersi nel disciplinare i rapporti fra le istituzioni pubbliche e le associazioni di promozione sociale nonché i criteri cui debbono uniformarsi le amministrazioni statali e gli enti locali nei medesimi rapporti.
3. La presente legge ha, altresì, lo scopo di favorire il formarsi di nuove realtà associative e di consolidare e rafforzare quelle già esistenti che rispondono agli obiettivi di cui al presente articolo.
Art. 2.
(Associazioni di promozione sociale)
1. Sono considerate associazioni di promozione sociale le associazioni riconosciute e non riconosciute, i movimenti, i gruppi e i loro coordinamenti o federazioni costituiti al fine di svolgere attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati.
2. Non sono considerate associazioni di promozione sociale, ai fini e per gli effetti della presente legge, i partiti politici, le organizzazioni sindacali, le associazioni dei datori di lavoro, le associazioni professionali e di categoria e tutte le associazioni che hanno come finalità la tutela esclusiva di interessi economici degli associati.
3. Non costituiscono altresì associazioni di promozione sociale i circoli privati e le associazioni comunque denominate che dispongono limitazioni con riferimento alle condizioni economiche e discriminazioni di qualsiasi natura in relazione all’ammissione degli associati o prevedono il diritto di trasferimento, a qualsiasi titolo, della quota associativa o che, infine, collegano, in qualsiasi forma, la partecipazione sociale alla titolarità di azioni o quote di natura patrimoniale.
Art. 3.
(Atto costitutivo e statuto)
1. Le associazioni di promozione sociale si costituiscono con atto scritto nel quale deve tra l’altro essere indicata la sede legale. Nello statuto devono essere espressamente previsti:
a) la denominazione;
b) l’oggetto sociale;
c) l’attribuzione della rappresentanza legale dell’associazione;
d) l’assenza di fini di lucro e la previsione che i proventi delle attività non possono, in nessun caso, essere divisi fra gli associati, anche in forme indirette;
e) l’obbligo di reinvestire l’eventuale avanzo di gestione a favore di attività istituzionali statutariamente previste;
f) le norme sull’ordinamento interno ispirato a princìpi di democrazia e di uguaglianza dei diritti di tutti gli associati, con la previsione dell’elettività delle cariche associative. In relazione alla particolare natura di talune associazioni, il Ministro per la solidarietà sociale, sentito l’Osservatorio nazionale di cui all’articolo 11, può consentire deroghe alla presente disposizione;
g) i criteri per l’ammissione e l’esclusione degli associati ed i loro diritti e obblighi;
h) l’obbligo di redazione di rendiconti economico-finanziari, nonché le modalità di approvazione degli stessi da parte degli organi statutari;
i) le modalità di scioglimento dell’associazione;
l) l’obbligo di devoluzione del patrimonio residuo in caso di scioglimento, cessazione o estinzione, dopo la liquidazione, a fini di utilità sociale.
Art. 4.
(Risorse economiche)
1. Le associazioni di promozione sociale traggono le risorse economiche per il loro funzionamento e per lo svolgimento delle loro attività da:
a) quote e contributi degli associati;
b) eredità, donazioni e legati;
c) contributi dello Stato, delle regioni, di enti locali, di enti o di istituzioni pubblici, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari;
d) contributi dell’Unione europea e di organismi internazionali;
e) entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;
f) proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;
g) erogazioni liberali degli associati e dei terzi;
h) entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali feste e sottoscrizioni anche a premi;
i) altre entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo di promozione sociale.
2. Le associazioni di promozione sociale sono tenute per almeno tre anni alla conservazione della documentazione, con l’indicazione dei soggetti eroganti, relativa alle risorse economiche di cui al comma 1, lettere b), c), d), e), nonché, per le risorse economiche di cui alla lettera g), della documentazione relativa alle erogazioni liberali se finalizzate alle detrazioni di imposta e alle deduzioni dal reddito imponibile di cui all’articolo 22.
Art. 5.
(Donazioni ed eredità)
1. Le associazioni di promozione sociale prive di personalità giuridica possono ricevere donazioni e, con beneficio di inventario, lasciti testamentari, con l’obbligo di destinare i beni ricevuti e le loro rendite al conseguimento delle finalità previste dall’atto costitutivo e dallo statuto.
2. I beni pervenuti ai sensi del comma 1 sono intestati alle associazioni. Ai fini delle trascrizioni dei relativi acquisti si applicano gli articoli 2659 e 2660 del codice civile.
Art. 6.
(Rappresentanza)
1. Le associazioni di promozione sociale anche non riconosciute sono rappresentate in giudizio dai soggetti ai quali, secondo lo statuto, è conferita la rappresentanza legale.
2. Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l’associazione di promozione sociale i terzi creditori devono far valere i loro diritti sul patrimonio dell’associazione medesima e, solo in via sussidiaria, possono rivalersi nei confronti delle persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione.

Capo II
REGISTRI E OSSERVATORI DELL’ASSOCIAZIONISMO

Sezione I
Registri nazionale, regionali e provinciali
Art. 7.
(Registri)
1. Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per gli affari sociali è istituito un registro nazionale al quale possono iscriversi, ai fini dell’applicazione della presente legge, le associazioni di promozione sociale a carattere nazionale in possesso dei requisiti di cui all’articolo 2, costituite ed operanti da almeno un anno. Alla tenuta del registro si provvede con le ordinarie risorse finanziarie, umane e strumentali del Dipartimento per gli affari sociali.
2. Per associazioni di promozione sociale a carattere nazionale si intendono quelle che svolgono attività in almeno cinque regioni ed in almeno venti province del territorio nazionale.
3. L’iscrizione nel registro nazionale delle associazioni a carattere nazionale comporta il diritto di automatica iscrizione nel registro medesimo dei relativi livelli di organizzazione territoriale e dei circoli affiliati, mantenendo a tali soggetti i benefici connessi alla iscrizione nei registri di cui al comma 4.
4. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano istituiscono, rispettivamente, registri su scala regionale e provinciale, cui possono iscriversi tutte le associazioni in possesso dei requisiti di cui all’articolo 2, che svolgono attività, rispettivamente, in ambito regionale o provinciale.
Art. 8.
(Disciplina del procedimento per le iscrizioni ai registri nazionale, regionali e provinciali)
1. Il Ministro per la solidarietà sociale, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, emana un apposito regolamento che disciplina il procedimento per l’emanazione dei provvedimenti di iscrizione e di cancellazione delle associazioni a carattere nazionale nel registro nazionale di cui all’articolo 7, comma 1, e la periodica revisione dello stesso, nel rispetto della legge 7 agosto 1990, n. 241.
2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano con proprie leggi, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, l’istituzione dei registri di cui all’articolo 7, comma 4, i procedimenti per l’emanazione dei provvedimenti di iscrizione e di cancellazione delle associazioni che svolgono attività in ambito regionale o provinciale nel registro regionale o provinciale nonché la periodica revisione dei registri regionali e provinciali, nel rispetto dei princìpi della legge 7 agosto 1990, n. 241. Le regioni e le province autonome trasmettono altresì annualmente copia aggiornata dei registri all’Osservatorio nazionale di cui all’articolo 11.
3. Il regolamento di cui al comma 1 e le leggi regionali e provinciali di cui al comma 2 devono prevedere un termine per la conclusione del procedimento e possono stabilire che, decorso inutilmente il termine prefissato, l’iscrizione si intenda assentita.
4. L’iscrizione nei registri è condizione necessaria per stipulare le convenzioni e per usufruire dei benefici previsti dalla presente legge e dalle leggi regionali e provinciali di cui al comma 2.
Art. 9.
(Atti soggetti ad iscrizione nei registri)
1. Nei registri di cui all’articolo 7 devono risultare l’atto costitutivo, lo statuto, la sede dell’associazione e l’ambito territoriale di attività.
2. Nei registri devono essere iscritti altresì le modificazioni dell’atto costitutivo e dello statuto, il trasferimento della sede, le deliberazioni di scioglimento.
Art. 10.
(Ricorsi avverso i provvedimenti relativi alle iscrizioni e alle cancellazioni)
1. Avverso i provvedimenti di rifiuto di iscrizione e avverso i provvedimenti di cancellazione è ammesso ricorso in via amministrativa, nel caso si tratti di associazioni a carattere nazionale, al Ministro per la solidarietà sociale, che decide previa acquisizione del parere vincolante dell’Osservatorio nazionale di cui all’articolo 11; nel caso si tratti di associazioni che operano in ambito regionale o nell’ambito delle province autonome di Trento e di Bolzano, al presidente della giunta regionale o provinciale, previa acquisizione del parere vincolante dell’osservatorio regionale previsto dall’articolo 14.
2. Avverso i provvedimenti di rifiuto di iscrizione e avverso i provvedimenti di cancellazione è ammesso, in ogni caso, entro sessanta giorni, ricorso al tribunale amministrativo regionale competente, che decide, in camera di consiglio, nel termine di trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso, sentiti i difensori delle parti che ne abbiano fatto richiesta. La decisione del tribunale è appellabile, entro trenta giorni dalla sua notifica, al Consiglio di Stato, il quale decide con le stesse modalità entro sessanta giorni.
Sezione II
Osservatorio nazionale e osservatori regionali dell’associazionismo
Art. 11.
(Istituzione e composizione dell’Osservatorio nazionale)
1. In sede di prima attuazione della presente legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la solidarietà sociale, è istituito l’Osservatorio nazionale dell’associazionismo, di seguito denominato «Osservatorio», presieduto dal Ministro per la solidarietà sociale, composto da 26 membri, di cui 10 rappresentanti delle associazioni a carattere nazionale maggiormente rappresentative, 10 rappresentanti estratti a sorte tra i nominativi indicati da altre associazioni e 6 esperti.
2. Le associazioni di cui al comma 1 devono essere iscritte nei registri ai rispettivi livelli.
3. L’Osservatorio elegge un vicepresidente tra i suoi componenti di espressione delle associazioni.
4. L’Osservatorio si riunisce al massimo otto volte l’anno, dura in carica tre anni ed i suoi componenti non possono essere nominati per più di due mandati.
5. Per il funzionamento dell’Osservatorio è autorizzata la spesa massima di lire 225 milioni per il 2000 e di lire 450 milioni annue a decorrere dal 2001.
6. Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro per la solidarietà sociale, sentite le Commissioni parlamentari competenti, emana un regolamento per disciplinare le modalità di elezione dei membri dell’Osservatorio nazionale da parte delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale e regionali.
7. Alle attività di segreteria connesse al funzionamento dell’Osservatorio si provvede con le ordinarie risorse finanziarie, umane e strumentali del Dipartimento per gli affari sociali.
Art. 12.
(Funzionamento e attribuzioni)
1. Per lo svolgimento dei suoi compiti l’Osservatorio, che ha sede presso il Dipartimento per gli affari sociali, adotta un apposito regolamento entro sessanta giorni dall’insediamento.
2. Con regolamento, approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono disciplinati le procedure per la gestione delle risorse assegnate all’Osservatorio e i rapporti tra l’Osservatorio e il Dipartimento per gli affari sociali.
3. All’Osservatorio sono assegnate le seguenti competenze:
a) assistenza alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per gli affari sociali, nella tenuta e nell’aggiornamento del registro nazionale;
b) promozione di studi e ricerche sull’associazionismo in Italia e all’estero;
c) pubblicazione di un rapporto biennale sull’andamento del fenomeno associativo e sullo stato di attuazione della normativa europea, nazionale e regionale sull’associazionismo;
d) sostegno delle iniziative di formazione e di aggiornamento per lo svolgimento delle attività associative nonché di progetti di informatizzazione e di banche dati nei settori disciplinati dalla presente legge;
e) pubblicazione di un bollettino periodico di informazione e promozione di altre iniziative volte alla diffusione della conoscenza dell’associazionismo, al fine di valorizzarne il ruolo di promozione civile e sociale;
f) approvazione di progetti sperimentali elaborati, anche in collaborazione con gli enti locali, dalle associazioni iscritte nei registri di cui all’articolo 7 per fare fronte a particolari emergenze sociali e per favorire l’applicazione di metodologie di intervento particolarmente avanzate;
g) promozione di scambi di conoscenze e forme di collaborazione fra le associazioni di promozione sociale italiane e fra queste e le associazioni straniere;
h) organizzazione, con cadenza triennale, di una conferenza nazionale sull’associazionismo, alla quale partecipino i soggetti istituzionali e le associazioni interessate;
i) esame dei messaggi di utilità sociale redatti dalle associazioni iscritte nei registri di cui all’articolo 7, loro determinazione e trasmissione alla Presidenza del Consiglio dei ministri.
4. Per lo svolgimento dei propri compiti l’Osservatorio si avvale delle risorse umane e strumentali messe a disposizione dal Dipartimento per gli affari sociali.
5. Per gli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo è autorizzata la spesa massima di lire 745 milioni per il 2000 e di lire 1.490 milioni annue a decorrere dal 2001.
Art. 13.
(Fondo per l’associazionismo)
1. È istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per gli affari sociali, il Fondo per l’associazionismo, finalizzato a sostenere finanziariamente le iniziative ed i progetti di cui alle lettere d) e f) del comma 3 dell’articolo 12.
2. Per il funzionamento del Fondo è autorizzata la spesa massima di lire 4.650 milioni per il 2000, 14.500 milioni per il 2001 e 20.000 milioni annue a decorrere dal 2002.
Art. 14.
(Osservatori regionali)
1. Le regioni istituiscono osservatori regionali per l’associazionismo con funzioni e modalità di funzionamento da stabilire con la legge regionale di cui all’articolo 8, comma 2.
2. Per gli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo e dell’articolo 7, comma 4, è autorizzata la spesa di lire 150 milioni per il 2000 e di lire 300 milioni annue a decorrere dal 2001.
3. Al riparto delle risorse di cui al comma 2 si provvede con decreto del Ministro per la solidarietà sociale, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
Art. 15.
(Collaborazione dell’ISTAT)
1. L’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) è tenuto a fornire all’Osservatorio adeguata assistenza per l’effettuazione di indagini statistiche a livello nazionale e regionale e a collaborare nelle medesime materie con gli osservatori regionali.
2. Per gli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo è autorizzata la spesa di lire 50 milioni per il 2000 e di lire 100 milioni annue a decorrere dal 2001.
Art. 16.
(Rapporti con l’Osservatorio nazionale per il volontariato)
1. L’Osservatorio svolge la sua attività in collaborazione con l’Osservatorio nazionale per il volontariato di cui all’articolo 12 della legge 11 agosto 1991, n. 266, sulle materie di comune interesse.
2. L’Osservatorio e l’Osservatorio nazionale per il volontariato sono convocati in seduta congiunta almeno una volta all’anno, sotto la presidenza del Ministro per la solidarietà sociale o di un suo delegato.
3. Per gli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo è autorizzata la spesa massima di lire 50 milioni annue a decorrere dal 2000.
Art. 17.
(Partecipazione alla composizione del CNEL)
1. L’Osservatorio e l’Osservatorio nazionale per il volontariato designano dieci membri del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL), scelti fra le persone indicate dalle associazioni di promozione sociale e dalle organizzazioni di volontariato maggiormente rappresentative.
2. L’alinea del comma 1 dell’articolo 2 della legge 30 dicembre 1986, n. 936, è sostituito dal seguente: «Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro è composto di esperti, rappresentanti delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni di volontariato e rappresentanti delle categorie produttive, in numero di centoventuno, oltre al presidente, secondo la seguente ripartizione:».
3. All’articolo 2, comma 1, della citata legge n. 936 del 1986, dopo il numero I), è inserito il seguente:
«1-bis) dieci rappresentanti delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni di volontariato dei quali, rispettivamente, cinque designati dall’Osservatorio nazionale dell’associazionismo e cinque designati dall’Osservatorio nazionale per il volontariato;».
4. All’articolo 4 della citata legge n. 936 del 1986, dopo il comma 2 è inserito il seguente:
«2-bis. I rappresentanti delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni di volontariato sono designati ai sensi delle norme vigenti. Le designazioni sono comunicate al Presidente del Consiglio dei ministri».
5. Per gli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo è autorizzata la spesa massima di lire 240 milioni per il 2000 e di lire 482 milioni annue a decorrere dal 2001.

Capo III
PRESTAZIONI DEGLI ASSOCIATI, DISCIPLINA FISCALE E AGEVOLAZIONI

Sezione I
Prestazioni degli associati
Art. 18.
(Prestazioni degli associati)
1. Le associazioni di promozione sociale si avvalgono prevalentemente delle attività prestate in forma volontaria, libera e gratuita dai propri associati per il perseguimento dei fini istituzionali.
2. Le associazioni possono, inoltre, in caso di particolare necessità, assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo a propri associati.
Art. 19.
(Flessibilità nell’orario di lavoro)
1. Per poter espletare le attività istituzionali svolte anche in base alle convenzioni di cui all’articolo 30, i lavoratori che facciano parte di associazioni iscritte nei registri di cui all’articolo 7 hanno diritto di usufruire delle forme di flessibilità dell’orario di lavoro o delle turnazioni previste dai contratti o dagli accordi collettivi, compatibilmente con l’organizzazione aziendale.
Sezione II
Disciplina fiscale, diritti e altre agevolazioni
Art. 20.
(Prestazioni in favore dei familiari degli associati)
1. Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti dei familiari conviventi degli associati sono equiparate, ai fini fiscali, a quelle rese agli associati.
2. Per gli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo è autorizzata la spesa massima di lire 2.700 milioni per il 2000, lire 5.400 milioni per il 2001 e lire 5.400 milioni a decorrere dal 2002.
Art. 21.
(Imposta sugli intrattenimenti)
1. In deroga alla disposizione di cui all’articolo 3, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, come modificato, da ultimo, dal decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 60, le quote e i contributi corrisposti alle associazioni di promozione sociale non concorrono alla formazione della base imponibile, ai fini dell’imposta sugli intrattenimenti.
2. Per gli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo è autorizzata la spesa massima di lire 3.500 milioni per il 2001 e lire 3.500 milioni a decorrere dal 2002.
Art. 22.
(Erogazioni liberali)
1. Al testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 13-bis:
1) al comma 1, relativo alle detrazioni di imposta per oneri sostenuti, dopo la lettera i-ter) è aggiunta la seguente:
«i-quater) le erogazioni liberali in denaro, per importo non superiore a 4 milioni di lire, a favore delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri previsti dalle vigenti disposizioni di legge. Si applica l’ultimo periodo della lettera i-bis)»;
2) al comma 3, relativo alla detrazione proporzionale, in capo ai singoli soci di società semplice, afferente gli oneri sostenuti dalla società medesima, le parole: «Per gli oneri di cui alle lettere a), g), h), h-bis), i) ed i-bis)» sono sostituite dalle seguenti: «Per gli oneri di cui alle lettere a), g), h), h-bis), i), i-bis) e i-quater)»;
b) all’articolo 65, comma 2, relativo agli oneri di utilità sociale deducibili ai fini della determinazione del reddito di impresa, dopo la lettera c-septies) è aggiunta la seguente:
«c-octies) le erogazioni liberali in denaro, per importo non superiore a 3 milioni di lire o al 2 per cento del reddito di impresa dichiarato, a favore di associazioni di promozione sociale iscritte nei registri previsti dalle vigenti disposizioni di legge»;
c) all’articolo 110-bis, comma 1, relativo alle detrazioni di imposta per oneri sostenuti da enti non commerciali, le parole: «oneri indicati alle lettere a), g), h), h-bis), i) ed i-bis) del comma 1 dell’articolo 13-bis» sono sostituite dalle seguenti: «oneri indicati alle lettere a), g), h), h-bis), i), i-bis) e i-quater) del comma 1 dell’articolo 13-bis»;
d) all’articolo 113, comma 2-bis, relativo alle detrazioni di imposta per oneri sostenuti da società ed enti commerciali non residenti, le parole: «oneri indicati alle lettere a), g), h), h-bis), i) ed i-bis) del comma 1 dell’articolo 13-bis» sono sostituite dalle seguenti: «oneri indicati alle lettere a), g), h), h-bis), i), i-bis) e i-quater) del comma 1 dell’articolo 13-bis»;
e) all’articolo 114, comma 1-bis, relativo alle detrazioni di imposta per oneri sostenuti dagli enti non commerciali non residenti, le parole: «oneri indicati alle lettere a), g), h), h-bis), i) ed i-bis) del comma 1 dell’articolo 13-bis» sono sostituite dalle seguenti: «oneri indicati alle lettere a), g), h), h-bis), i), i-bis) e i-quater) del comma 1 dell’articolo 13-bis».
2. Per gli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo è autorizzata la spesa massima di lire 71.500 milioni per il 2001 e lire 41.000 milioni a decorrere dal 2002.
Art. 23.
(Tributi locali)
1. Gli enti locali possono deliberare riduzioni sui tributi di propria competenza per le associazioni di promozione sociale, qualora non si trovino in situazioni di dissesto ai sensi del decreto legislativo 25 febbraio 1995, n. 77, e successive modificazioni.
Art. 24.
(Accesso al credito agevolato e privilegi)
1. Le provvidenze creditizie e fideiussorie previste dalle norme per le cooperative e i loro consorzi sono estese, senza ulteriori oneri per lo Stato, alle associazioni di promozione sociale e alle organizzazioni di volontariato iscritte nei rispettivi registri che, nell’ambito delle convenzioni di cui all’articolo 30, abbiano ottenuto l’approvazione di uno o più progetti di opere e di servizi di interesse pubblico inerenti alle finalità istituzionali.
2. I crediti delle associazioni di promozione sociale per i corrispettivi dei servizi prestati e per le cessioni di beni hanno privilegio generale sui beni mobili del debitore ai sensi dell’articolo 2751-bis del codice civile.
3. I crediti di cui al comma 2 sono collocati, nell’ordine dei privilegi, subito dopo i crediti di cui alla lettera c) del secondo comma dell’articolo 2777 del codice civile.
Art. 25.
(Messaggi di utilità sociale)
1. Ai sensi dell’articolo 3 della legge 7 giugno 2000, n. 150, la Presidenza del Consiglio dei ministri trasmette alla società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo i messaggi di utilità sociale ricevuti dall’Osservatorio.
2. All’articolo 6, primo comma, della legge 14 aprile 1975, n. 103, dopo le parole: «alle associazioni nazionali del movimento cooperativo giuridicamente riconosciute,» sono inserite le seguenti: «alle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale e regionali,».
Art. 26.
(Diritto all’informazione ed accesso ai documenti amministrativi)
1. Alle associazioni di promozione sociale è riconosciuto il diritto di accesso ai documenti amministrativi di cui all’articolo 22, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241.
2. Ai fini di cui al comma 1 sono considerate situazioni giuridicamente rilevanti quelle attinenti al perseguimento degli scopi statutari delle associazioni di promozione sociale.
Art. 27.
(Tutela degli interessi sociali e collettivi)
1. Le associazioni di promozione sociale sono legittimate:
a) a promuovere azioni giurisdizionali e ad intervenire nei giudizi promossi da terzi, a tutela dell’interesse dell’associazione;
b) ad intervenire in giudizi civili e penali per il risarcimento dei danni derivanti dalla lesione di interessi collettivi concernenti le finalità generali perseguite dall’associazione;
c) a ricorrere in sede di giurisdizione amministrativa per l’annullamento di atti illegittimi lesivi degli interessi collettivi relativi alle finalità di cui alla lettera b).
2. Le associazioni di promozione sociale sono legittimate altresì ad intervenire nei procedimenti amministrativi ai sensi dell’articolo 9 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
Art. 28.
(Accesso al Fondo sociale europeo)
1. Il Governo, d’intesa con le regioni e con le province autonome di Trento e di Bolzano, promuove ogni iniziativa per favorire l’accesso delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni di volontariato ai finanziamenti del Fondo sociale europeo per progetti finalizzati al raggiungimento degli obiettivi istituzionali, nonché, in collaborazione con la Commissione delle Comunità europee, per facilitare l’accesso ai finanziamenti comunitari, inclusi i prefinanziamenti da parte degli Stati membri e i finanziamenti sotto forma di sovvenzioni globali.
Art. 29.
(Norme regionali e delle province autonome)
1. Le leggi regionali e le leggi delle province autonome di Trento e di Bolzano concorrono alla promozione e favoriscono lo sviluppo dell’associazionismo di promozione sociale, salvaguardandone l’autonomia di organizzazione e di iniziativa.
Art. 30.
(Convenzioni)
1. Lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, le province, i comuni e gli altri enti pubblici possono stipulare convenzioni con le associazioni di promozione sociale, iscritte da almeno sei mesi nei registri di cui all’articolo 7, per lo svolgimento delle attività previste dallo statuto verso terzi.
2. Le convenzioni devono contenere disposizioni dirette a garantire l’esistenza delle condizioni necessarie a svolgere con continuità le attività stabilite dalle convenzioni stesse. Devono inoltre prevedere forme di verifica delle prestazioni e di controllo della loro qualità nonché le modalità di rimborso delle spese.
3. Le associazioni di promozione sociale che svolgono attività mediante convenzioni devono assicurare i propri aderenti che prestano tale attività contro gli infortuni e le malattie connessi con lo svolgimento dell’attività stessa, nonché per la responsabilità civile verso terzi.
4. Con decreto del Ministro per la solidarietà sociale, di concerto con il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuati meccanismi assicurativi semplificati con polizze anche numeriche o collettive e sono disciplinati i relativi controlli.
5. La copertura assicurativa di cui al comma 3 è elemento essenziale della convenzione e gli oneri relativi sono a carico dell’ente con il quale viene stipulata la convenzione medesima.
6. Le prescrizioni di cui al presente articolo si applicano alle convenzioni stipulate o rinnovate successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 31.
(Strutture e autorizzazioni temporanee per manifestazioni pubbliche)
1. Le amministrazioni statali, con le proprie strutture civili e militari, e quelle regionali, provinciali e comunali possono prevedere forme e modi per l’utilizzazione non onerosa di beni mobili e immobili per manifestazioni e iniziative temporanee delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni di volontariato previste dalla legge 11 agosto 1991, n. 266, nel rispetto dei princìpi di trasparenza, di pluralismo e di uguaglianza.
2. Alle associazioni di promozione sociale, in occasione di particolari eventi o manifestazioni, il sindaco può concedere autorizzazioni temporanee alla somministrazione di alimenti e bevande in deroga ai criteri e parametri di cui all’articolo 3, comma 4, della legge 25 agosto 1991, n. 287. Tali autorizzazioni sono valide soltanto per il periodo di svolgimento delle predette manifestazioni e per i locali o gli spazi cui si riferiscono e sono rilasciate alla condizione che l’addetto alla somministrazione sia iscritto al registro degli esercenti commerciali.
3. Le associazioni di promozione sociale sono autorizzate ad esercitare attività turistiche e ricettive per i propri associati. Per tali attività le associazioni sono tenute a stipulare polizze assicurative secondo la normativa vigente. Possono, inoltre, promuovere e pubblicizzare le proprie iniziative attraverso i mezzi di informazione, con l’obbligo di specificare che esse sono riservate ai propri associati.
Art. 32.
(Strutture per lo svolgimento delle attività sociali)
1. Lo Stato, le regioni, le province e i comuni possono concedere in comodato beni mobili ed immobili di loro proprietà, non utilizzati per fini istituzionali, alle associazioni di promozione sociale e alle organizzazioni di volontariato previste dalla legge 11 agosto 1991, n. 266, per lo svolgimento delle loro attività istituzionali.
2. All’articolo 1, comma 1, della legge 11 luglio 1986, n. 390, dopo la lettera b), è inserita la seguente:
«b-bis) ad associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale e regionali;».
3. All’articolo 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, dopo le parole: «senza fini di lucro,» sono inserite le seguenti: «nonché ad associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale e regionali,». Per gli oneri derivanti dall’attuazione del presente comma è autorizzata la spesa di lire 1.190 milioni annue a decorrere dall’anno 2000.
4. La sede delle associazioni di promozione sociale ed i locali nei quali si svolgono le relative attività sono compatibili con tutte le destinazioni d’uso omogenee previste dal decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, indipendentemente dalla destinazione urbanistica.
5. Per concorrere al finanziamento di programmi di costruzione, di recupero, di restauro, di adattamento, di adeguamento alle norme di sicurezza e di straordinaria manutenzione di strutture o edifici da utilizzare per le finalità di cui al comma 1, per la dotazione delle relative attrezzature e per la loro gestione, le associazioni di promozione sociale sono ammesse ad usufruire, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, di tutte le facilitazioni o agevolazioni previste per i privati, in particolare per quanto attiene all’accesso al credito agevolato.

Capo IV
DISPOSIZIONI FINANZIARIE
Art. 33.
(Copertura finanziaria)
1. All’onere derivante dall’attuazione della presente legge, valutato nella misura di lire 10.000 milioni per l’anno 2000, di lire 98.962 milioni per l’anno 2001 e di lire 73.962 milioni a decorrere dall’anno 2002, si provvede mediante riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2000-2002, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l’anno finanziario 2000, allo scopo parzialmente utilizzando, quanto a lire 10.000 milioni per l’anno 2000, lire 90.762 milioni per l’anno 2001 e lire 67.762 milioni a decorrere dall’anno 2002, l’accantonamento relativo al Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, e quanto a lire 8.200 milioni per l’anno 2001 e lire 6.200 milioni a decorrere dall’anno 2002, l’accantonamento relativo al Ministero dell’ambiente.
2. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
 
 
 


 
 
 
 

Legge Regionale n. 7 del 2006

Disciplina delle Associazioni di Promozione Sociale

Bollettino Ufficiale n. 07 del 16 / 02 / 2006

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE promulga la seguente legge:

Art. 1 (Finalità e oggetto)
1. La Regione Piemonte riconosce il valore delle associazioni di promozione sociale come espressioni dei principi di partecipazione, solidarietà e pluralismo e ne promuove lo sviluppo, in attuazione della legge 7 dicembre 2000, n. 383 (Disciplina delle associazioni di promozione sociale).
2. La presente legge:
a) determina i criteri e le modalità con cui la Regione riconosce il valore dell’associazionismo di promozione sociale favorendone lo sviluppo;
b) istituisce il registro regionale delle associazioni di promozione sociale;
c) istituisce l’Osservatorio regionale per l’associazionismo di promozione sociale;
d) disciplina i rapporti tra le istituzioni pubbliche e le associazioni di promozione sociale.

Art. 2 (Associazioni di promozione sociale)
1. Sono considerate associazioni di promozione sociale le associazioni, di persone e di enti, riconosciute e non riconosciute, i loro coordinamenti o federazioni, costituiti al fine di svolgere attività di utilità sociale a favore di terzi o di associati, senza finalità di lucro e con lo scopo di recare benefici diretti o indiretti ai singoli e alla collettività.
2. Non sono considerate associazioni di promozione sociale, ai fini della presente legge, i partiti politici, le organizzazioni sindacali, le associazioni dei datori di lavoro, le associazioni professionali e di categoria e tutte le associazioni che hanno come finalità la tutela esclusiva degli interessi economici degli associati.
3. Non sono altresì considerate associazioni di promozione sociale i circoli privati e le associazioni comunque denominate che attuano discriminazioni di qualsiasi natura nell’ammissione degli associati, che prevedono a qualsiasi titolo il diritto di trasferimento della quota associativa, che collegano in qualsiasi forma la partecipazione sociale alla titolarità di azioni o di quote di natura patrimoniale.

Art. 3 (Atto costitutivo e statuto delle associazioni di promozione sociale)
1. Le associazioni di promozione sociale si costituiscono con atto scritto nel quale è indicata la sede legale.
2. Lo statuto delle associazioni di promozione sociale prevede espressamente:
a) la denominazione;
b) l’oggetto sociale;
c) l’attribuzione della rappresentanza legale dell’associazione;
d) l’assenza di fini di lucro e la previsione che i proventi delle attività non possono, in nessun caso, essere divisi fra gli associati, anche in forme indirette; e) l’obbligo di reinvestire l’eventuale avanzo di gestione a favore di attività istituzionali statutariamente previste;
f) le norme sull’ordinamento interno, ispirato a principi di democrazia e di uguaglianza dei diritti di tutti gli associati, con la previsione dell’elettività delle cariche associative;
g) i criteri per l’ammissione e l’esclusione degli associati e i loro diritti e obblighi;
h) l’obbligo di redazione di rendiconti economico-finanziari, nonché le modalità di approvazione degli stessi da parte degli organi statutari;
i) le modalità di scioglimento dell’associazione;
j) l’obbligo di devoluzione del patrimonio residuo in caso di scioglimento, cessazione o estinzione, dopo la liquidazione, a fini di utilità sociale.

Art. 4 (Prestazioni degli associati)
1. Per il perseguimento dei fini istituzionali, le associazioni di promozione sociale si avvalgono prevalentemente delle attività prestate in forma volontaria, libera e gratuita dai propri associati, ai quali possono essere unicamente rimborsate dall’associazione medesima le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, entro limiti preventivamente stabiliti. In caso di particolare necessità, le associazioni possono assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo ai propri associati.
2. Per potere espletare le attività istituzionali, svolte anche in base alle convenzioni di cui all’articolo 13, i lavoratori che fanno parte delle associazioni iscritte nel registro di cui all’articolo 6 hanno diritto di usufruire di forme di flessibilità dell’orario di lavoro e delle turnazioni previste dai contratti e dagli accordi collettivi, compatibilmente con l’organizzazione aziendale.

Art. 5 (Risorse economiche delle associazioni di promozione sociale)
1. Le associazioni di promozione sociale utilizzano per il loro funzionamento e per lo svolgimento delle loro attività le risorse economiche derivanti da:
a) quote e contributi degli associati;
b) eredità, donazioni e legati;
c) contributi di organismi internazionali, dell’Unione europea, dello Stato, della Regione, degli enti locali, di enti o istituzioni pubbliche;
d) entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;
e) proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;
f) erogazioni liberali degli associati e di terzi;
g) entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali feste e sottoscrizioni anche a premi;
h) altre entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo di promozione sociale.

Art. 6 (Istituzione del registro regionale delle associazioni di promozione sociale)
1. È istituito il registro regionale delle associazioni di promozione sociale della Regione Piemonte. Il registro regionale si articola in una sezione regionale e in sezioni provinciali.
2. Per l’iscrizione nel registro regionale le associazioni sono tenute, in modo cumulativo:
a) ad avere sede legale in Piemonte ed essere costituite e operare da almeno sei mesi, ovvero avere almeno una sede operativa in Piemonte, attiva da non meno di sei mesi, ed essere una articolazione territoriale di un’associazione iscritta al registro nazionale di cui all’articolo 7 della l. 383/2000;
b) ad essere in possesso dei requisiti di cui agli articoli 2 e 3.
3. La perdita di uno solo dei due requisiti di cui al comma 2 comporta la cancellazione dal registro regionale.
4. Nel registro regionale devono risultare l’atto costitutivo, lo statuto, la sede dell’associazione, l’ambito territoriale di attività, il settore di intervento. Nel registro sono altresì iscritte le modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto, i trasferimenti della sede, le deliberazioni di scioglimento.
5. L’iscrizione nel registro regionale è incompatibile con l’iscrizione nei registri del volontariato di cui alla legge regionale 29 agosto 1994, n. 38 (Valorizzazione e promozione del volontariato).
6. L’iscrizione nel registro regionale è condizione necessaria per stipulare le convenzioni di cui all’articolo 13 e per usufruire dei benefici di cui alla l. 383/2000.
7. L’iscrizione nel registro regionale è condizione per accedere, da parte delle associazioni di promozione sociale e limitatamente a esse, all’assegnazione dei contributi regionali previsti dalle vigenti normative di settore.
8. L’iscrizione nel registro regionale riconosce ai soggetti iscritti il titolo di associazione di promozione sociale.
9. Il registro regionale è pubblicato a cadenza annuale sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte.

Art. 7 (Sezione regionale del registro regionale delle associazioni di promozione sociale)
1. Le associazioni di cui all’articolo 6, comma 2, che operano a livello regionale, o che hanno in Piemonte un numero di soci non inferiore a diecimila, ovvero che operano almeno in tre province, ovvero le associazioni di enti ovvero gli organismi di collegamento e di coordinamento regionali delle associazioni di promozione sociale iscritte al registro nazionale di cui all’articolo 7 della l. 383/2000, sono iscritte nella sezione regionale del registro.
2. La sezione regionale del registro è conservata, gestita e aggiornata dalla Giunta regionale.
3. La Regione Piemonte provvede con cadenza biennale alla revisione della sezione regionale del registro per verificare la sussistenza dei requisiti che hanno consentito l’iscrizione alle associazioni. Il riscontro della perdita di uno solo dei due requisiti di cui all’articolo 6, comma 2, comporta la cancellazione dell’associazione dal registro regionale.
4. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale emana il regolamento di esecuzione che disciplina i procedimenti per l’iscrizione, la cancellazione, la revisione, la conservazione e la pubblicazione del registro regionale. Il regolamento stabilisce altresì il termine per la conclusione del procedimento attivato dalla richiesta di iscrizione al registro regionale nonché le modalità di individuazione dei rappresentanti delle associazioni in seno all’Osservatorio di cui all’articolo 10.
5. La Giunta regionale esercita il potere regolamentare di cui al comma 4 nell’ambito dei seguenti principi e modalità:
a) il procedimento di iscrizione di una associazione alla sezione regionale del registro è avviato dalla Direzione regionale competente ed è concluso con determinazione del responsabile, nel termine non superiore a novanta giorni dal ricevimento dell’istanza. Il termine è interrotto in caso di richiesta di documentazione integrativa all’istanza;
b) la cancellazione di una associazione dalla sezione regionale del registro è disposta con determinazione del responsabile della Direzione regionale competente a seguito di istanza di parte, o di riscontro della perdita dei requisiti per l’iscrizione, ovvero di mancata comunicazione di modifiche all’atto costitutivo e allo statuto, o di trasferimento di sede, o di scioglimento;
c) la revisione delle iscrizioni alla sezione regionale del registro è svolta con cadenza biennale dalla Direzione regionale competente, a cui compete inoltre la conservazione e la pubblicazione del registro;
d) i rappresentanti delle associazioni in seno all’Osservatorio di cui all’articolo 10 per un quarto sono espressione della sezione regionale e per tre quarti sono espressione delle sezioni provinciali del registro;
e) la attribuzione del numero dei membri in rappresentanza di ogni sezione provinciale, di cui alla lettera d), è effettuata in proporzione al numero dei residenti in ciascuna provincia nella legislatura di entrata in vigore della legge e successivamente in proporzione al numero delle associazioni iscritte alle sezioni provinciali del registro. A ciascuna sezione provinciale è comunque garantito un rappresentante;
f) l’individuazione dei membri di cui alle lettere d) ed e) è effettuata con modalità conformi al principio di elettività dei rappresentanti.

Art. 8 (Sezione provinciale del registro regionale delle associazioni di promozione sociale)
1. Le associazioni di cui all’articolo 6, comma 2, che non rientrano nelle previsioni di cui all’articolo 7, sono iscritte, in base alla località della propria sede legale, nella corrispondente sezione provinciale del registro regionale.
2. Le sezioni provinciali del registro regionale sono conservate, gestite e aggiornate dalle province.
3. Le province provvedono con cadenza biennale alla revisione della sezione provinciale del registro per verificare la sussistenza dei requisiti che hanno consentito l’iscrizione alle associazioni. Il riscontro della perdita di uno solo dei due requisiti di cui all’articolo 6, comma 2, comporta la cancellazione dell’associazione dal registro regionale.
4. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del regolamento regionale di cui all’articolo 7, comma 4, e in armonia con lo stesso, le province emanano il regolamento che disciplina i procedimenti relativi alla sezione provinciale del registro regionale.

Art. 9 (Ricorsi avverso i provvedimenti relativi alle iscrizioni e alle cancellazioni)
1. Il ricorso in via amministrativa avverso i provvedimenti di rifiuto di iscrizione e i provvedimenti di cancellazione dalla sezione regionale del registro è ammesso, entro il termine di trenta giorni dalla comunicazione degli stessi, al Presidente della Giunta regionale, che decide previa acquisizione del parere vincolante dell’Osservatorio regionale per l’associazionismo di cui all’articolo 10.
2. Il ricorso in via amministrativa avverso i provvedimenti di rifiuto di iscrizione e i provvedimenti di cancellazione dalla sezione provinciale del registro è ammesso nei termini e all’organo dell’amministrazione provinciale individuati da ciascuna provincia nel regolamento di cui all’articolo 8, comma 4. Detto organo decide previa acquisizione del parere vincolante dell’Osservatorio regionale di cui all’articolo 10.
3. Il ricorso in via giurisdizionale avverso i provvedimenti di rifiuto di iscrizione e i provvedimenti di cancellazione dalla sezione regionale e dalle sezioni provinciali del registro è ammesso, entro il termine di sessanta giorni dalla comunicazione degli stessi, al Tribunale amministrativo regionale del Piemonte.

Art. 10 (Osservatorio regionale per l’associazionismo di promozione sociale)
1. È istituito l’Osservatorio regionale per l’associazionismo di promozione sociale, con sede a Torino, composto da:
a) Presidente della Giunta regionale, o un suo delegato, con funzioni di presidente;
b) otto membri designati dalle Province, uno per ciascuna provincia;
c) quattro membri designati dalle associazioni rappresentative delle autonomie locali, uno ciascuno in rappresentanza dell’ANCI, dell’UNCEM, della Lega autonomie locali, della Consulta unitaria dei piccoli comuni del Piemonte;
d) venti membri in rappresentanza delle associazioni di promozione sociale iscritte al registro di cui all’articolo 6. L’individuazione dei membri è effettuata nel rispetto dei principi di elettività da parte delle associazioni iscritte e di rappresentatività delle sezioni regionale e provinciali del registro, secondo modalità definite dalla Giunta regionale mediante il regolamento di esecuzione di cui all’articolo 7, commi 4 e 5.
2. Nel corso della prima riunione l’Osservatorio regionale, a maggioranza assoluta dei componenti, fissa le proprie modalità di funzionamento adottando apposito regolamento interno.
3. I membri dell’Osservatorio regionale, che prestano la loro attività a titolo gratuito, sono nominati con decreto del Presidente della Giunta regionale e restano in carica fino alla scadenza della legislatura regionale, e comunque fino all’insediamento dell’Osservatorio successivo.
4. L’Osservatorio regionale svolge i seguenti compiti:
a) analizza i bisogni del territorio e le priorità d’intervento;
b) formula proposte operative in materia di promozione sociale;
c) promuove, direttamente o in collaborazione con gli enti locali e con le associazioni di promozione sociale, iniziative di studio e di ricerca in tema di associazionismo;
d) favorisce la conoscenza e la circolazione di esperienze, raccoglie ed aggiorna dati, documenti e testimonianze sulle attività della promozione sociale;
e) svolge un ruolo di monitoraggio delle azioni di sostegno, previste dalle norme di settore, in favore delle associazioni di promozioni sociale;
f) esprime il parere vincolante di cui all’articolo 9, commi 1 e 2, nel caso di ricorso in via amministrativa avverso i provvedimenti di rifiuto di iscrizione e di cancellazione di iscrizione;
g) conserva copia delle convenzioni stipulate ai sensi dell’articolo 13.
5. Il Presidente della Giunta regionale indice a cadenza annuale una sessione congiunta dell’Osservatorio regionale con il Consiglio regionale del volontariato, istituito dall’articolo 11 della l.r. 38/1994, per favorire il raccordo tra i rispettivi ambiti di intervento nonché lo scambio di conoscenze, esperienze e proposte.

Art. 11 (Rapporti con la Regione e con gli enti locali)
1. La Regione, le province, i comuni e gli altri enti locali, nell’ambito delle rispettive competenze:
a) favoriscono lo sviluppo dell’associazionismo di promozione sociale, salvaguardandone l’autonomia di organizzazione e di iniziativa;
b) hanno facoltà di mettere a disposizione, previa verifica di disponibilità, spazi e attrezzature nelle proprie strutture con utilizzazione non onerosa di beni mobili ed immobili per manifestazioni e iniziative temporanee delle associazioni di promozione sociale iscritte nel registro regionale di cui all’articolo 6;
c) hanno facoltà di concedere anche a titolo gratuito, in comodato o in uso, beni mobili ed immobili di loro proprietà, non utilizzati per fini istituzionali e previa verifica di disponibilità, alle associazioni di promozione sociale iscritte nel registro regionale di cui all’articolo 6 per lo svolgimento delle loro attività istituzionali;
d) hanno facoltà di stipulare convenzioni con le associazioni di promozione sociale, ai sensi dell’articolo 13.
2. La Regione e le province, per quanto di competenza e limitatamente all’accertamento del possesso dei requisiti di iscrizione, dispongono controlli sulle attività delle associazioni iscritte nelle corrispondenti sezioni del registro regionale di cui all’articolo 6.
3. La sede delle associazioni di promozione sociale ed i locali nei quali si svolgono le relative attività sono compatibili con tutte le destinazioni d’uso omogenee previste dal decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 del Ministro per i Lavori pubblici (Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell’articolo 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765), ferme restando le verifiche di compatibilità urbanistica.

Art. 12. (Riduzione di tributi locali)
1. Gli Enti locali, qualora non si trovino in situazione di dissesto ai sensi del Titolo VIII del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali), hanno facoltà di deliberare riduzioni o esenzioni sui tributi di propria competenza a favore delle associazioni di promozione sociale iscritte nel registro regionale di cui all’articolo 6.

Art. 13 (Convenzioni)
1. La Regione, gli enti locali e gli altri entri pubblici hanno facoltà di stipulare convenzioni con le associazioni di promozione sociale iscritte da almeno sei mesi nel registro regionale di cui all’articolo 6.
2. Per la stipula delle convenzioni, è condizione necessaria la presentazione di un progetto da parte delle associazioni.
3. Nella valutazione dei progetti, la Regione, gli enti locali e gli altri enti pubblici valorizzano i criteri di affidabilità tecnico-organizzativa, di competenza ed esperienza professionale, di radicamento sul territorio del soggetto proponente, nonché di qualità e adeguatezza del progetto.
4. Le convenzioni contengono disposizioni dirette a garantire l’esistenza delle condizioni necessarie a svolgere con continuità le attività indicate nelle convenzioni stesse e prevedono forme di verifica delle prestazioni e di controllo della loro qualità, nonché modalità di rimborso delle spese concordate effettivamente sostenute e documentate.
5. La copertura assicurativa contro gli infortuni e le malattie e per la responsabilità civile verso terzi, di cui all’articolo 30, comma 3, della l. 383/2000, costituisce elemento essenziale della convenzione. Gli oneri relativi alla copertura assicurativa sono a carico dell’ente con il quale viene stipulata la convenzione.
6. L’ente pubblico che stipula la convenzione ne trasmette copia all’Osservatorio regionale di cui all’articolo 10, entro i successivi sessanta giorni.
7. Le prescrizioni di cui al presente articolo si applicano alle convenzioni stipulate o rinnovate successivamente alla entrata in vigore della presente legge.

Art. 14 (Formazione e aggiornamento)
1. Le associazioni di promozione sociale iscritte nel registro regionale di cui all’articolo 6 provvedono in modo autonomo e diretto alla formazione e all’aggiornamento dei propri aderenti, attraverso specifici momenti di studio, promuovendo, anche in forma associata, corsi di formazione e di aggiornamento.
2. Alle organizzazioni iscritte nel registro regionale che predispongono attività formative o momenti di studio, la Regione e gli Enti locali possono fornire, su richiesta e previa definizione dei criteri, materiale informativo e didattico, strumentazione tecnica, locali, offrendo inoltre collaborazione tecnica o messa a disposizione di funzionari pubblici in qualità di esperti.

Art. 15 (Sostegno all’associazionismo di promozione sociale)
1. La Regione costituisce un fondo rotativo, gestito dall’Istituto finanziario regionale Finpiemonte S.p.a., finalizzato all’abbattimento dei tassi di interesse sui finanziamenti, assegnati alle associazioni di promozione sociale iscritte al registro regionale di cui all’articolo 6, e relativi a progetti di investimento concernenti le seguenti attività:
a) l’acquisto, la costruzione, la ristrutturazione di fabbricati destinati a sede delle attività statutarie delle associazioni;
b) l’adeguamento dei fabbricati, di cui alla lettera a), alle normative vigenti in materia di sicurezza.
2. Il finanziamento di cui al comma 1 viene erogato attraverso gli istituti di credito convenzionati con Finpiemonte secondo modalità di ammissione, criteri di priorità e assegnazione, modalità di erogazione e di rendicontazione definite con deliberazione della Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente.
3. La Regione costituisce un fondo di anticipazione, gestito dall’Istituto finanziario regionale Finpiemonte S.p.a., finalizzato ad anticipare fondi per i progetti relativi alle attività statutarie che le associazioni realizzano con il sostegno degli Enti locali, in attesa di ricevere da questi il pagamento di somme assegnate a titolo di contributo.
4. Il finanziamento di cui al comma 3 viene erogato secondo modalità di ammissione, criteri di priorità e assegnazione, modalità di erogazione e di rendicontazione definite con deliberazione della Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente.
5. La Regione concede contributi alle associazioni di promozione sociale, iscritte nella sezione regionale del registro di cui all’articolo 6, per le seguenti finalità:
a) sostegno alla realizzazione di investimenti in beni materiali e immateriali finalizzati all’esercizio delle attività statutarie delle associazioni e relativi all’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature, automezzi, licenze software;
b) sostegno alla realizzazione di progetti specifici di interesse e diffusione regionale volti:
1) alla conoscenza e alla valorizzazione dei principi ispiratori dell’associazionismo;
2) alla formazione e all’aggiornamento degli aderenti;
3) al potenziamento e alla qualificazione dei servizi erogati.
6. La Giunta regionale, previo parere della Commissione consiliare competente, stabilisce le modalità di assegnazione, i criteri di ammissione e valutazione dei contributi di cui al comma 5.
7. Le Province concedono contributi alle associazioni iscritte nelle sezioni provinciali del registro regionale di cui all’articolo 6, per le finalità di cui al comma 5 e mediante il trasferimento di parte delle risorse regionali previste per i contributi dall’articolo 18.

Art. 16 (Norme transitorie)
1. Entro un anno dall’entrata in vigore della legge, le associazioni iscritte agli albi provinciali di cui all’articolo 3 della legge regionale 3 aprile 1995, n. 48 (Valorizzazione e promozione dell’associazionismo), ove istituiti, possono, qualora in possesso dei requisiti di cui agli articoli 2 e 3 della presente legge, presentare alla Giunta regionale o alle province la richiesta di iscrizione rispettivamente alla sezione regionale o provinciale del registro, ai sensi degli articoli 7 e 8.
2. L’iscrizione agli albi provinciali di cui all’articolo 3 della l.r. 48/1995, limitatamente al periodo di transitorietà di cui al comma 1, produce gli effetti derivanti dall’iscrizione al registro delle associazioni di promozione sociale di cui all’articolo 6.
3. Le convezioni stipulate fra le associazioni e gli enti locali o la Regione ai sensi degli articoli 4 e 5 della l.r. 48/1995 restano in vigore fino alla loro scadenza.

Art. 17 (Abrogazione della l. r. 48/1995)
1. La l.r. 48/1995 è abrogata.

Art. 18 (Norma finanziaria)
1. Agli oneri relativi al funzionamento e all’attività dell’Osservatorio regionale, stimati in 50.000,00 euro per ciascun anno del biennio 2006-2007 e imputati all’Unità previsionale di base (UPB) 32031 (Attività culturali istruzione spettacolo - Promozione attività culturali - Titolo I - spese correnti) del bilancio di previsione per l’anno finanziario 2006 e del bilancio pluriennale per gli anni 2006-2008 si fa fronte con risorse finanziarie individuate con le modalità previste dall’articolo 8 della legge regionale 11 aprile 2001, n. 7 (Ordinamento contabile della Regione Piemonte) e dall’articolo 30 della legge regionale 4 marzo 2003, n. 2 (Legge finanziaria per l’anno 2003).
2. Per il finanziamento dei fondi e dei contributi erogati alle associazioni di promozione sociale ai sensi dell’articolo 15 si provvede con le modalità previste dall’articolo 8 della l.r. 7/2001 e dall’articolo 30 della l.r. 2/2003.
La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Piemonte.
Data a Torino, addì 7 febbraio 2006
Mercedes Bresso
LAVORI PREPARATORI
Disegno di legge n. 148
- Presentato dalla Giunta regionale il 3 ottobre 2005.
- Assegnato alla IV Commissione in sede referente e alla I Commissione in sede consultiva l’11 ottobre 2005.
- Testo licenziato dalla Commissione referente il 16 novembre 2005 con relazione di Paola Pozzi, Mariangela Cotto.
- Approvato in Aula il 31 gennaio 2006, con emendamenti sul testo, con 44 voti favorevoli e 1 non votante.
NOTE
Il testo delle note qui pubblicato è redatto a cura della Direzione Processo Legislativo del Consiglio regionale al solo scopo di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti. I testi delle leggi regionali, nella versione storica e nella versione coordinata vigente, sono anche reperibili nella Banca Dati ARIANNA sul sito www.consiglioregionale.piemonte.it.

Nota all’articolo 6
- Il testo vigente dell’articolo 7 della l. 383/2000 è il seguente:
“Art. 7. (Registri)
1. Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per gli affari sociali è istituito un registro nazionale al quale possono iscriversi, ai fini dell’applicazione della presente legge, le associazioni di promozione sociale a carattere nazionale in possesso dei requisiti di cui all’articolo 2, costituite ed operanti da almeno un anno. Alla tenuta del registro si provvede con le ordinarie risorse finanziarie, umane e strumentali del Dipartimento per gli affari sociali.
2. Per associazioni di promozione sociale a carattere nazionale si intendono quelle che svolgono attività in almeno cinque regioni ed in almeno venti province del territorio nazionale.
3. L’iscrizione nel registro nazionale delle associazioni a carattere nazionale comporta il diritto di automatica iscrizione nel registro medesimo dei relativi livelli di organizzazione territoriale e dei circoli affiliati, mantenendo a tali soggetti i benefìci connessi alla iscrizione nei registri di cui al comma 4.
4. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano istituiscono, rispettivamente, registri su scala regionale e provinciale, cui possono iscriversi tutte le associazioni in possesso dei requisiti di cui all’articolo 2, che svolgono attività, rispettivamente, in àmbito regionale o provinciale".

Nota all’articolo 7
- Il testo dell’articolo 7 della l. 383/2000 è riportato in nota all’articolo 6.

Nota all’articolo 10
- Il testo vigente dell’articolo 11 della l.r. 38/1994 è il seguente:
“Art. 11. (Consiglio regionale del volontariato)
1. È istituito presso la Giunta regionale il Consiglio regionale del volontariato.
2. Con deliberazione della Giunta regionale, acquisito il parere della competente commissione consiliare, vengono definite la composizione e le modalità di funzionamento del Consiglio regionale di cui al comma 1.
3. Nell’ambito del Consiglio regionale del volontariato deve essere garantita la rappresentanza di ogni settore del volontariato. Al Consiglio regionale del volontariato sono attribuite le seguenti funzioni:
a) attività di promozione e attuazione, direttamente o in collaborazione con gli Enti locali, con le organizzazioni di volontariato e con i centri di servizio di cui all’articolo 15 della legge n. 266 del 1991, di iniziative di studio e di ricerca anche ai fini dello sviluppo dell’attività di volontariato;
b) promozione con cadenza biennale della conferenza regionale del volontariato;
c) formulazione di pareri e proposte circa l’attuazione della legge.
4. Agli oneri derivanti si provvede con gli stanziamenti previsti dall’articolo 15.".

Nota all’articolo 12
- Il Titolo VIII della Parte II del d.lgs. 267/2000 comprende gli articoli 242-269 del medesimo provvedimento.

Nota all’articolo 13
- Il testo vigente dell’articolo 30 della l. 383/2000 è il seguente:
“Art. 30. (Convenzioni)
1. Lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, le province, i comuni e gli altri enti pubblici possono stipulare convenzioni con le associazioni di promozione sociale, iscritte da almeno sei mesi nei registri di cui all’articolo 7, per lo svolgimento delle attività previste dallo statuto verso terzi.
2. Le convenzioni devono contenere disposizioni dirette a garantire l’esistenza delle condizioni necessarie a svolgere con continuità le attività stabilite dalle convenzioni stesse. Devono inoltre prevedere forme di verifica delle prestazioni e di controllo della loro qualità nonché le modalità di rimborso delle spese.
3. Le associazioni di promozione sociale che svolgono attività mediante convenzioni devono assicurare i propri aderenti che prestano tale attività contro gli infortuni e le malattie connessi con lo svolgimento dell’attività stessa, nonché per la responsabilità civile verso terzi.
4. Con decreto del Ministro per la solidarietà sociale, di concerto con il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuati meccanismi assicurativi semplificati con polizze anche numeriche o collettive e sono disciplinati i relativi controlli.
5. La copertura assicurativa di cui al comma 3 è elemento essenziale della convenzione e gli oneri relativi sono a carico dell’ente con il quale viene stipulata la convenzione medesima.
6. Le prescrizioni di cui al presente articolo si applicano alle convenzioni stipulate o rinnovate successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge".

Note all’articolo 16
- Il testo vigente dell’articolo 3 della l.r. 48/1995 è il seguente:
“Art. 3. (Albo delle Associazioni)
1. Sulla base delle competenze trasferite alle Regioni, ai sensi dell’articolo 49 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, in materia di promozione educativa e culturale e tenuto conto delle nuove attribuzioni alle Province, ai sensi dell’articolo 14 della legge 8 giugno 1990, n. 142, è istituito presso ogni Amministrazione provinciale l’albo delle associazioni aventi le finalità di cui all’articolo 1 e i requisiti di cui all’articolo 2.
2. Possono richiedere l’iscrizione all’albo le associazioni che operano con continuità da almeno un triennio e che hanno la loro sede legale nel territorio della Provincia.
3. Possono altresì richiedere l’iscrizione all’albo le associazioni a carattere nazionale o regionale, che svolgono, tramite una loro sezione, attività nell’ambito della Provincia.
4. Le domande di iscrizione sono presentate all’Amministrazione provinciale dal legale rappresentante dell’associazione unitamente a copia dell’atto costitutivo e dello Statuto, dell’elenco dei soggetti che ricoprono cariche sociali, dell’indicazione della consistenza associativa, delle eventuali adesioni o di altre organizzazioni.
5. Alla documentazione concernente i dati ed i requisiti richiesti è unita una relazione sulle attività svolte nell’ultimo triennio e la dichiarazione di eventuali contributi ricevuti da Enti pubblici.
6. L’Amministrazione provinciale, accertati i requisiti, delibera l’iscrizione all’albo delle associazioni, dandone comunicazione alla Regione ed al Comune territorialmente competente.
7. Ogni variazione dell’atto costitutivo e dello statuto è comunicata entro tre mesi all’amministrazione competente.
8. La perdita di uno dei requisiti per l’iscrizione comporta la cancellazione dall’albo.
9. Entro il 30 gennaio di ciascun anno ogni Provincia comunica alla Giunta regionale l’elenco delle associazioni iscritte all’albo.
10. La Giunta provvede alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale di tali elenchi.".
- Il testo vigente dell’articolo 4 della l.r. 48/1995 è il seguente:
“Art. 4. (Iniziativa degli Enti locali)
1. In relazione alle finalità di cui all’articolo 1, con particolare riferimento alle materie proprie e delegate, gli Enti locali favoriscono le attività delle associazioni.
2. Gli Enti locali possono stipulare apposite convenzioni con una o più associazioni iscritte agli albi provinciali.".
- Il testo vigente dell’articolo 5 della l.r. 48/1995 è il seguente:
“Art. 5. (Progetti di rilievo regionale)
1. Le condizioni ed i requisiti per l’ammissione ai finanziamenti regionali di specifici piani e progetti di attività presentati da associazioni iscritte agli albi provinciali, sono disciplinati dalle leggi regionali di settore.
2. Per i progetti di rilevante interesse regionale, la Giunta regionale può stipulare apposite convenzioni con associazioni iscritte agli albi provinciali.
3. La Regione promuove iniziative di studio e di ricerca sui temi della realtà associativa, favorendo la più larga diffusione delle conoscenze e dei dati informativi.
4. Annualmente la Giunta regionale provvede ad informare il Consiglio regionale, attraverso una comunicazione alla Commissione consiliare competente, sullo stato di attuazione della legge e sulle convenzioni stipulate.".

Nota all’articolo 17
- La l.r. 48/1995 è pubblicata sul BUR del 12 aprile 1995, n. 15.

Note all’articolo 18
- Il testo vigente dell’articolo 8 della l.r. 7/2001 è il seguente:
“Art. 8. (Legge finanziaria)
1. Unitamente al bilancio annuale e pluriennale, la Giunta presenta al Consiglio, per l’approvazione, il progetto di legge finanziaria.
2. La legge finanziaria, in coerenza con gli obiettivi stabiliti nel documento di cui all’articolo 5 ed in connessione con lo sviluppo della fiscalità regionale, dispone annualmente il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio pluriennale e provvede, per il medesimo periodo:
a) alle variazioni delle aliquote e di tutte le altre misure che incidono sulla determinazione del gettito dei tributi di competenza regionale, con effetto dal 1° gennaio dell’anno cui essa si riferisce;
b) al rifinanziamento, per un periodo non superiore a quello considerato nel bilancio pluriennale, delle leggi di spesa regionale;
c) alla riduzione, per ciascuno degli anni considerati dal bilancio pluriennale, di autorizzazioni legislative di spesa;
d) alla determinazione, per le leggi regionali che dispongono spese a carattere permanente o pluriennale, delle quote destinate a ciascuno degli anni considerati.
3. La legge finanziaria può disporre, per ciascuno degli anni compresi nel bilancio pluriennale, nuove o maggiori spese correnti o riduzioni di entrata nei limiti delle nuove o maggiori entrate di sicura acquisizione e delle riduzioni permanenti di autorizzazioni di spesa corrente. In ogni caso, le nuove o maggiori spese disposte con la legge finanziaria non possono concorrere a determinare tassi di evoluzione delle spese medesime che risultino incompatibili con le linee stabilite nel documento di cui all’articolo 5.
4. La legge finanziaria è approvata nella stessa sessione di approvazione del bilancio annuale e pluriennale, approvando, nell’ordine, la legge finanziaria e il bilancio annuale.".
- Il testo vigente dell’articolo 30 della l.r. 2/2003 è il seguente:
“Art. 30. (Norma finale)
1. A partire dall’esercizio 2004, la legge finanziaria stabilisce, in attuazione dell’articolo 8 della l.r 7/2001, l’autorizzazione della spesa per tutte le leggi o provvedimenti regionali vigenti, la cui copertura finanziaria non sia esplicitamente disposta da una norma relativa all’esercizio di riferimento, o che rimandino per la copertura finanziaria alla legge di bilancio.
2. L’autorizzazione della spesa di cui al comma 1 può disporre la riduzione o l’aggiornamento degli stanziamenti originariamente previsti.
3. In relazione a ciascun esercizio la legge di bilancio non può prevedere finanziamenti di leggi o provvedimenti regionali per cui non sia stata autorizzata la spesa in sede di legge finanziaria.".

Regolamento regionale “Registro delle Associazioni di PROMOZIONE SOCIALE

Bollettino Ufficiale n. 24 del 15/06/2006

Decreto del Presidente della Giunta Regionale 12 giugno 2006, n. 5/R. Regolamento regionale recante: “Registro regionale delle associazioni di promozione sociale e elezione dei rappresentanti presso l’osservatorio regionale (Legge regionale 7 febbraio 2006, n. 7)”.

LA PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

Visto l’articolo 121 della Costituzione (come modificato dalla legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1);

Visti gli articoli 27 e 51 dello Statuto della Regione Piemonte;

Visto la legge 7 dicembre 2000, n. 383;

Vista la legge regionale 7 febbraio 2006, n. 7;

Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 40-3134 del 12 giugno 2006


EMANA
il seguente regolamento
REGOLAMENTO REGIONALE RECANTE “REGISTRO REGIONALE DELLE ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE E ELEZIONE DEI RAPPRESENTANTI PRESSO L’OSSERVATORIO REGIONALE (LEGGE REGIONALE 7 FEBBRAIO 2006, N. 7)”.

Art. 1. (Oggetto)
1. In ottemperanza a quanto disposto dall’articolo 7, comma 4, della legge regionale 7 febbraio 2006, n. 7 (Disciplina delle associazioni di promozione sociale), il presente regolamento disciplina le procedure di iscrizione delle associazioni di promozione sociale nell’apposito registro regionale, istituito a norma dell’articolo 6 della l.r. 7/2006. Il regolamento disciplina inoltre le procedure di conservazione, revisione periodica, cancellazione e pubblicazione del medesimo registro, nonché le modalità di individuazione dei rappresentanti delle associazioni iscritte presso l’Osservatorio regionale per l’associazionismo di promozione sociale, istituito a norma dell’articolo 10 della l.r. 7/2006.

Art. 2. (Requisiti generali di iscrizione)
1. In applicazione di quanto disposto dall’articolo 6, comma 2, della l.r. 7/2006, per l’iscrizione nel registro regionale le associazioni di promozione sociale sono tenute, in modo cumulativo:

a essere in possesso dei requisiti di cui agli articoli 2 e 3 della l.r. 7/2006;

ad avere sede legale in Piemonte ed essere costituite e operare da almeno sei mesi, oppure avere almeno una sede operativa autonoma in Piemonte, attiva da non meno di sei mesi, ed essere una articolazione territoriale di un’associazione iscritta al registro nazionale di cui all’articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383 (Disciplina delle associazioni di promozione sociale). L’autonomia della sede operativa è di carattere organizzativo, finanziario e fiscale ed è garantita dalle disposizioni statutarie.


Art. 3. (Requisiti specifici di iscrizione)
1. Il registro regionale delle associazioni di promozione sociale si articola in una sezione regionale e in sezioni provinciali, una per ciascuna delle circoscrizioni provinciali, come disposto dall’articolo 6, comma 1, della l.r. 7/2006.
2. Sono iscritte alla sezione regionale del registro le associazioni che posseggono i requisiti generali di cui all’articolo 2 e almeno uno dei seguenti requisiti specifici:

 

essere un’associazione che opera con strutture ubicate in almeno tre province del Piemonte;

essere un’associazione che ha in Piemonte un numero di soci non inferiore a diecimila;

essere un’associazione di enti;

essere l’organismo di coordinamento regionale di associazioni di promozione sociale presenti e operanti in più di una provincia del Piemonte, il quale è l’articolazione di secondo livello di un’associazione iscritta nel registro nazionale di cui all’articolo 7 della l. 383/2000;

essere l’organismo di coordinamento regionale di associazioni di promozione sociale presenti e operanti in più di una provincia del Piemonte, in quanto articolazione di secondo livello.


3. Gli organismi di coordinamento, di cui al comma 2, lettere d) ed e), qualora non rappresentino in via esclusiva associazioni di promozione sociale, vengono iscritti al registro regionale solo nel caso in cui siano costituiti in maggioranza da associazioni di promozione sociale iscritte al registro regionale: tale previsione è garantita dalle disposizioni statutarie.
4. Le associazioni di cui all’articolo 2, che non posseggono alcuno dei requisiti specifici di cui al comma 2, sono iscritte alla sezione provinciale del registro regionale in base alla ubicazione della propria sede legale.

Art. 4. (Domanda di iscrizione)
1. La domanda di iscrizione al registro regionale è inoltrata in carta semplice, a firma del rappresentante legale dell’associazione richiedente. Alla domanda sono allegati i seguenti documenti:

 

copia dell’atto costitutivo e statuto dell’associazione richiedente con copia dell’eventuale decreto di riconoscimento della personalità giuridica.

relazione descrittiva della fisionomia dell’associazione richiedente, sottoscritta dal rappresentante legale e contenente dati relativi a:

 

l’ambito di diffusione territoriale dell’associazione richiedente nonché, limitatamente agli organismi di cui all’articolo 3, comma 2, lettere d) ed e), della denominazione e dell’indirizzo completo delle sedi di ciascuna delle articolazioni territoriali dell’associazione richiedente;

l’elenco nominativo di coloro che ricoprono le cariche associative;

il numero totale dei soci;

il settore prevalente di attività, individuato tra uno dei seguenti: 4.1) welfare, benessere, integrazione sociale, impegno civile, tutela e promozione dei diritti; 4.2) patrimonio ambientale e naturale, protezione civile; 4.3) cultura, istruzione, ricerca, formazione, tradizioni locali; 4.4) turismo, attività sportive e ricreative;

le iniziative più significative realizzate e gli interventi in corso di realizzazione nonché quelli programmati;

 

copia dell’ultimo rendiconto economico approvato ovvero, in subordine e esclusivamente per le associazioni richiedenti costituite o operanti da meno di un anno, copia dell’ultimo bilancio preventivo approvato;

copia fotostatica del documento d’identità in corso di validità del rappresentante legale dell’associazione richiedente;

copia fotostatica del numero di codice fiscale rilasciato dall’amministrazione finanziaria all’associazione richiedente.
2. Il coordinamento regionale di un’associazione sovra-regionale, nazionale o internazionale produce, in aggiunta a quanto previsto al comma 1, lettera a), copia dell’atto costitutivo e dello statuto dell’associazione sovra-regionale, nazionale o internazionale, nonché idonea documentazione, da cui sia desumibile la propria autonomia organizzativa, finanziaria e fiscale rispetto all’associazione di livello superiore di cui è espressione o a cui è affiliata.
3. La sede operativa di un’associazione iscritta al registro nazionale di cui all’articolo 7 della l. 383/2000 produce, in sostituzione di quanto previsto al comma 1, lettera a), copia del proprio statuto, da cui sia desumibile l’autonomia organizzativa, finanziaria e fiscale rispetto all’associazione di cui è l’articolazione territoriale, nonché una dichiarazione di affiliazione, rilasciata dall’associazione a carattere nazionale di cui è espressione o a cui è affiliata.


Art. 5. (Procedure di iscrizione)
1. La domanda di iscrizione alla sezione regionale del registro è inoltrata alla struttura regionale competente in materia. La domanda di iscrizione alla sezione provinciale del registro è inoltrata all’organo dell’amministrazione provinciale interessata, individuato da ciascuna provincia mediante il regolamento di cui all’articolo 8, comma 4 della l.r. 7/2006.
2. Entro novanta giorni dalla data di ricevimento della domanda, il responsabile della struttura regionale competente provvede all’iscrizione alla sezione regionale del registro e l’organo provinciale competente provvede all’iscrizione alla sezione provinciale del registro. A tal fine fa fede il timbro a data del protocollo, apposto dalle strutture regionale e provinciali competenti.
3. Il termine di novanta giorni di cui al comma 2 è interrotto nel caso di richiesta di integrazione di documentazione, in applicazione dell’articolo 7 della legge regionale 4 luglio 2005, n. 7 (Nuove disposizioni in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi).
4. Sino alla prima revisione periodica di cui all’articolo 8, il termine per provvedere all’iscrizione di cui al comma 2 è esteso a centottanta giorni.
5. Nel registro regionale risultano l’atto costitutivo, lo statuto, la sede legale dell’associazione, l’ambito territoriale di attività, il settore prevalente di attività. Nel registro sono altresì iscritti le modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto, i trasferimenti della sede, le deliberazioni di scioglimento.
6. La struttura regionale o provinciale competente notifica alla associazione richiedente l’iscrizione ovvero il diniego.
7. La Regione e le province, per quanto di competenza e limitatamente all’accertamento del possesso dei requisiti di iscrizione, effettuano verifiche sulla veridicità delle dichiarazioni e della documentazione, di cui all’articolo 4, nei confronti delle associazioni richiedenti l’iscrizione al registro regionale.

Art. 6. (Gestione e conservazione del registro)
1. La gestione, la conservazione e l’aggiornamento della sezione regionale del registro sono assegnate alla struttura regionale competente nella specifica materia.
2. Le sezioni provinciali del registro sono gestite, conservate e aggiornate dalle province mediante le strutture individuate dal regolamento previsto dall’articolo 8, comma 4 della l.r. 7/2006.
Art. 7. (Comunicazione delle modifiche)
1. Le associazioni iscritte alla sezione regionale del registro comunicano alla struttura regionale competente le modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto, il trasferimento della sede e le deliberazioni di scioglimento per aggiornamento del registro. La comunicazione deve avvenire tempestivamente e comunque entro novanta giorni dall’evento, a pena di esclusione dalla sezione regionale del registro.
2. Le associazioni iscritte alla sezione provinciale del registro comunicano al competente organo dell’amministrazione provinciale interessata le modificazioni dell’atto costitutivo e dello statuto, il trasferimento della sede e le deliberazioni di scioglimento per aggiornamento del registro. La comunicazione deve avvenire tempestivamente e comunque entro novanta giorni dall’evento, a pena di esclusione dalla sezione provinciale del registro.
3. Limitatamente alle associazioni iscritte alla sezione provinciale del registro, il trasferimento della sede legale in una località appartenente ad un’altra provincia comporta la cancellazione d’ufficio dell’associazione dalla sezione provinciale del registro, in cui risulta iscritta, e l’iscrizione d’ufficio nella sezione provinciale a cui afferisce la nuova sede legale. L’iscrizione d’ufficio avviene a seguito di una idonea comunicazione che la struttura della prima Provincia, procedente alla cancellazione, invia alla struttura della seconda provincia, procedente all’iscrizione d’ufficio. Per facilitare l’adempimento, alla comunicazione viene allegata copia della documentazione conservata nella sezione provinciale del registro e relativa all’associazione che ha trasferito la propria sede legale.

Art. 8. (Revisione periodica)
1. La struttura regionale competente e i competenti organi provinciali provvedono con cadenza biennale a partire dall’anno di entrata in vigore del presente regolamento alla revisione periodica delle associazioni iscritte rispettivamente alla sezione regionale e alle sezioni provinciali del registro, al fine della verifica della permanenza dei requisiti previsti per l’iscrizione.
2. Al fine della revisione periodica di cui al comma 1, le associazioni iscritte alle sezioni regionale e provinciali del registro trasmettono alle rispettive strutture competenti entro il 31 dicembre di ogni anno pari, a partire dal 2008, copia dell’ultimo rendiconto economico approvato e una relazione sulle attività svolte nel biennio. La relazione è presentata su una modulistica predisposta allo scopo dalle strutture regionale e provinciali competenti.
3. La perdita di uno solo dei requisiti di cui all’articolo 6, comma 2 della l.r. 7/2006 comporta la cancellazione dell’associazione dal registro regionale.
4. La mancata produzione della documentazione utile alla revisione periodica di cui al comma 2 comporta la cancellazione dell’associazione inadempiente dal registro regionale.
5. La cancellazione, previa idonea lettera di diffida inviata dalle strutture competenti, relativa ai casi di cui ai commi 3 e 4, avviene a seguito di ulteriore inerzia dell’associazione o di produzione, da parte di questa, di elementi difformi da quelli richiesti.

Art. 9. (Cancellazione)
1. Sono cancellate, con provvedimento della struttura competente, le associazioni iscritte al registro regionale che:

 

ne fanno espressa richiesta;

perdono i requisiti per l’iscrizione, di cui agli articoli 2 e 3;

non comunicano nei termini di cui all’articolo 7 le modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto, il trasferimento della sede e le deliberazioni di scioglimento;

non ottemperano alle previsioni di cui all’articolo 8, comma 2.


Art. 10.(Pubblicazione)
1. A cadenza annuale viene pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte l’estratto del registro, aggiornato al 31 dicembre dell’anno precedente, contenente l’elenco delle associazioni iscritte alla sezione regionale e alle sezioni provinciali del registro.

Art. 11. (Procedure di incompatibilità)
1. Vista l’incompatibilità di cui all’articolo 6, comma 5 della l.r. 7/2006, qualora, da parte di una associazione già iscritta al registro del volontariato, la domanda di iscrizione al registro regionale dell’associazionismo di promozione sociale venga accolta, la struttura regionale o provinciale procedente, se diversa da quella competente in materia di registro del volontariato, nel notificare l’iscrizione all’associazione, richiede contestualmente la cancellazione d’ufficio dal registro del volontariato alla struttura regionale o provinciale competente in quest’ultima materia. Nel caso in cui le competenze nelle due materie appartengano invece alla stessa struttura, il provvedimento di iscrizione al registro regionale dell’associazionismo di promozione sociale dispone contestualmente la cancellazione d’ufficio dal registro del volontariato.

Art. 12. (Rappresentanza delle associazioni iscritte presso l’Osservatorio regionale)
1. I venti rappresentanti delle associazioni presso l’Osservatorio regionale per l’associazionismo di promozione sociale, istituito ai sensi dell’articolo 10 della l.r. 7/2006, sono per un quarto espressione della sezione regionale e per tre quarti espressione delle sezioni provinciali del registro, secondo i criteri previsti all’articolo 7, comma 5, lettere e) e f), della l.r. 7/2006.
Art. 13. (Elezione dei rappresentanti delle associazioni iscritte in seno all’Osservatorio regionale)
1. La Regione e le province provvedono per le rispettive sezioni alla organizzazione e allo svolgimento delle elezioni dei rappresentanti delle associazioni in seno all’Osservatorio regionale per l’associazionismo di promozione sociale nei termini di cui al presente articolo. Al fine della costituzione dell’Osservatorio regionale per l’associazionismo di promozione sociale e a seguito della acquisizione dalle amministrazioni provinciali dei dati necessari, la Regione definisce l’attribuzione del numero dei rappresentanti delle associazioni iscritte spettanti a ciascuna sezione provinciale del registro, in conformità a quanto previsto dall’articolo 12.
2. Previa concertazione tra le strutture competenti, il Presidente della Giunta regionale e i Presidenti delle province indicono, con propria comunicazione adeguatamente pubblicizzata, l’elezione dei rappresentanti delle associazioni iscritte nella sezione del registro di propria competenza. Nella comunicazione sono indicati la data, l’orario, il luogo, le modalità di svolgimento delle elezioni, nonché il numero dei rappresentanti eleggibili per la sezione del registro interessata. Il termine tra la data di indizione delle elezioni e lo svolgimento delle stesse non può essere inferiore a sessanta giorni.
3. Possono essere eletti i soggetti ai quali, secondo le norme statutarie, è conferita al momento della indizione delle elezioni la rappresentanza legale di un’associazione iscritta nel registro, oppure i soggetti, che ricoprono cariche statutarie, designati dai rappresentanti legali. In quest’ultimo caso la designazione è controfirmata per accettazione dal soggetto designato.
4. Alla candidatura del rappresentante effettivo viene abbinata la candidatura del rappresentante supplente, che partecipa ai lavori dell’Osservatorio regionale nel caso di impedimento temporaneo del rappresentante effettivo. Il candidato supplente è designato dal candidato effettivo nel rispetto di quanto previsto al comma 3.
5. Ciascuna associazione può esprimere un solo candidato effettivo e un solo candidato supplente. Le candidature, corredate dei dati anagrafici e di residenza, nonché dell’indicazione dell’associazione di appartenenza e della carica statutaria ricoperta, devono pervenire alle strutture competenti, con comunicazione scritta del rappresentante legale dell’associazione proponente, entro trenta giorni dalla data delle elezioni.
6. Le elezioni avvengono su liste uniche provinciali e regionale, in modo che i candidati delle associazioni iscritte in una sezione siano tutti compresi nella medesima lista. Nella lista i nominativi dei candidati effettivi sono posti in ordine alfabetico, a prescindere dalla data di presentazione della candidatura. I nominativi dei candidati supplenti, preceduti dalla dicitura “supplente”, seguono in abbinamento i nominativi dei corrispondenti candidati effettivi. La lista è sottoposta in via esclusiva al voto dei rappresentanti delle associazioni della corrispondente sezione del registro.
7. Hanno diritto di voto i soggetti ai quali, secondo le norme statutarie, è conferita al momento della indizione delle elezioni la rappresentanza legale di un’associazione iscritta nel registro. In caso di impedimento, è ammessa la delega in forma scritta del rappresentante legale in favore di un altro membro della propria associazione. Ogni soggetto elettore ha diritto a esprimere un voto di preferenza.
8. Sono nominati per ciascuna lista coloro che ottengono il maggior numero di preferenze da parte degli aventi diritto. In caso di parità viene nominato il candidato effettivo più anziano di età. Esaurite le procedure di elezione, le Province comunicano alla struttura regionale competente i risultati della consultazione elettorale relativa alla propria sezione del registro. Il Presidente della Giunta regionale, acquisiti altresì i risultati della consultazione elettorale relativa alla sezione regionale del registro, provvede con proprio decreto alla proclamazione degli eletti in base agli esiti della consultazione elettorale.
9. Le dimissioni, la decadenza, l’impedimento permanente o il decesso di uno dei venti rappresentanti effettivi comporta la sostituzione in via continuativa da parte del corrispondente supplente. In caso di dimissioni, decadenza, impedimento permanente o decesso del supplente, in sostituzione del rappresentante effettivo dimesso, decaduto, impedito permanentemente o deceduto, il Presidente della Giunta regionale provvede alla sostituzione, nominando il primo candidato effettivo escluso della lista corrispondente e il relativo supplente, dandone idonea comunicazione all’amministrazione provinciale eventualmente interessata. Nel caso la lista sia giunta a esaurimento, si procede a una elezione suppletiva, circoscritta alla sezione del registro corrispondente alla lista esaurita. Il mandato del sostituto termina alla scadenza dell’Osservatorio, anche nel caso in cui la nomina sia avvenuta a seguito di elezione suppletiva.
10. I venti rappresentanti delle associazioni, come i restanti membri dell’Osservatorio regionale, prestano la loro attività a titolo gratuito e restano in carica fino alla scadenza della legislatura regionale, e comunque esercitano le loro funzioni fino all’insediamento dell’Osservatorio successivo.
11. In fase di prima applicazione l’elezione di cui al comma 1 è indetta tra il centottantesimo e il duecentosettantesimo giorno successivo alla entrata in vigore dell’ultimo regolamento provinciale di cui all’articolo 8, comma 4, della l.r. 7/2006. Successivamente l’elezione è indetta entro il centottantesimo giorno successivo all’insediamento del Consiglio regionale, a seguito di elezioni per il rinnovo del medesimo.

Il presente regolamento sarà pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare.

Torino, addì 12 giugno 2006
Mercedes Bresso
 

Circolare della Presidente della Giunta Regionale

Bollettino Ufficiale n. 47 del 23/11/2006
Circolare della Presidente della Giunta Regionale 20 novembre 2006, n. 3/CLT Indirizzi operativi sulla gestione del Registro regionale delle associazioni di promozione sociale, istituito dalla legge regionale 7 febbraio 2006, n. 7, e disciplinato dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Giunta regionale 12 giugno 2006, n. 5/R .

Ai Presidenti delle Province piemontesi

La legge 7 febbraio 2006, n. 7 (Disciplina delle associazioni di promozione sociale), pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte n. 7 del 16 febbraio 2006, istituisce all’articolo 6 il Registro regionale delle associazioni di promozione sociale. I successivi articoli 7 e 8 disciplinano le sezioni - regionale e provinciali - del Registro.

In attuazione dell’articolo 7, comma 4, della l.r. 7/2006, il regolamento di esecuzione di cui al decreto del Presidente della Giunta regionale 12 giugno 2006, n. 5/R, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte n. 24 del 15 giugno 2006, ha disciplinato i procedimenti di iscrizione, cancellazione, revisione, conservazione e pubblicazione del Registro regionale. Il regolamento è entrato in vigore lo scorso 30 giugno: dalla stessa data è stata attivata la sezione regionale del Registro e decorre il termine dei novanta giorni entro cui le Province adottano, in armonia con quello regionale, il regolamento che disciplina i procedimenti relativi alla sezione provinciale del Registro, così come previsto dall’articolo 8, comma 4, della l.r. 7/2006.

Considerato che in questo periodo la l.r. 7/2006 si trova in fase di prima applicazione e che le sezioni provinciali del Registro sono di imminente attivazione, emerge l’opportunità di esplicitare l’ambito di applicazione delle norme già espresse dalla l.r. 7/2006 e delle disposizioni già contenute nel regolamento regionale suindicato, anche al fine di promuovere una gestione omogenea delle nove sezioni del Registro, le quali fanno capo a altrettanti enti: la Regione e le Province.

Va altresì sottolineata l’opportunità di un ulteriore chiarimento - a fini meramente operativi - riguardo l’incompatibilità di iscrizione tra il Registro delle associazioni di promozione sociale e il Registro del volontariato istituito dalla legge regionale 29 agosto 1994, n. 38 (Valorizzazione e promozione del volontariato), incompatibilità sancita dall’articolo 3, comma 5, della l.r. 38/1994, modificata con la legge regionale 8 gennaio 2004, n. 1 (Norme per la realizzazione del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali e riordino della legislazione di riferimento), ripresa dall’articolo 6, comma 5, della l.r. 7/2006 e precisata dall’articolo 11 del regolamento di cui a d.p.g.r. 5/R-2006.

Da tale premessa emergono le motivazioni che supportano la presente, indirizzata ai Presidenti delle Province in qualità di rappresentanti delle amministrazioni che condividono, con quella regionale, non solo la gestione del Registro delle associazioni di promozione sociale ma anche la gestione del Registro del volontariato.

Gli argomenti su cui verte la presente sono affrontati nei seguenti otto paragrafi:

1. Criterio generale di distinzione tra le associazioni di promozione sociale e le organizzazioni di volontariato


2. Incompatibilità di iscrizione tra Registro regionale delle associazioni di promozione sociale e Registro del volontariato

3. Struttura incaricata della gestione della sezione regionale del Registro regionale delle associazioni di promozione sociale

4. Pubblicazione annuale del Registro regionale delle associazioni di promozione sociale

5. Attribuzione del numero di iscrizione al Registro regionale delle associazioni di promozione sociale

6. Iscrizione automatica al Registro regionale delle associazioni di promozione sociale

7. Iscrizione degli organismi di coordinamento regionale al Registro regionale delle associazioni di promozione sociale

8. Istituto della delega per i componenti non elettivi dell’Osservatorio regionale per l’associazionismo di promozione sociale

1. Criterio generale di distinzione tra le associazioni di promozione sociale e le organizzazioni di volontariato

Considerato che le associazioni di promozione sociale e le organizzazioni di volontariato sono accomunate da condivise finalità di interesse generale di carattere sociale, civile e culturale, oltre che di promozione e di utilità sociale, dalla lettura e dalla ratio delle norme di riferimento si evince il criterio generale di distinzione delle due fattispecie(1). Detto criterio può risultare utile tanto alle strutture regionali e provinciali quanto alle realtà dell’associazionismo e del volontariato, specie in relazione alla incompatibilità di iscrizione tra il Registro regionale delle associazioni di promozione sociale e il Registro del volontariato ex l.r. 38/1994, incompatibilità stabilita dall’articolo 6, comma 5, della l.r. 7/2006 nonché dall’articolo 3, comma 5, della l.r. 38/1994 (così come modificata dalla l.r. 1/2004).

Le associazioni di promozione sociale, oltre quanto previsto dalla legge statale 383/2000 e dalla legge regionale 7/2006, sono caratterizzate in via prevalente dalla logica della reciprocità e del mutuo aiuto, che si può esprimere sia attraverso un’azione di tipo promozionale, volta a garantire la tutela dei diritti dei propri soci, sia attraverso attività di servizio rivolta a propri soci o a terzi. Le associazioni di promozione sociale svolgono la loro attività avvalendosi dell’impegno volontario, libero e gratuito dei propri soci e, solo nel caso di particolare necessità, possono procedere all’assunzione di personale e all’utilizzo di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo ai propri associati.

Le organizzazioni di volontariato, secondo quanto previsto dalla legge statale 266/1991 e dalla legge regionale 38/1994 e sue successive modificazioni e integrazioni, sono caratterizzate dalla logica della gratuità e della solidarietà nei confronti di soggetti esterni all’organizzazione, che, secondo lo specifico settore di intervento(2), si può esprimere sia attraverso un’azione di tipo promozionale, volta a garantire la tutela dei diritti dei cittadini (volontariato d’advocacy), sia attraverso la realizzazione di risposte relazionali d’aiuto e di sostegno a bisogni nuovi ed emergenti, sia con interventi diretti di servizio alle persone. Le organizzazioni di volontariato svolgono la loro attività mediante i propri soci, che non possono essere retribuiti, ma semplicemente rimborsati in conformità a spese documentate; esse possono ricorrere all’assunzione di personale e all’utilizzo di prestazioni di lavoro autonomo da parte di terzi esclusivamente nei limiti stabiliti dalla legge e per qualificare e specializzare la propria attività.

§ 2. Incompatibilità di iscrizione tra Registro regionale delle associazioni di promozione sociale e Registro del volontariato

E’ noto come un certo numero di realtà associative, in epoca anteriore all’emanazione della legge-quadro nazionale e della normativa regionale sull’associazionismo di promozione sociale, con caratteristiche anche riconducibili alle fattispecie previste dalla legge 383/2000, siano state iscritte nel Registro del volontariato.

Di conseguenza, numerose associazioni, iscritte al Registro del volontariato, risultano essere articolazioni o entità affiliate o comunque collegate rispetto a realtà nazionali iscritte nel Registro nazionale delle associazioni di promozione sociale, mentre altre associazioni, anch’esse iscritte nel Registro del volontariato, pur non essendo articolazioni o entità affiliate di realtà nazionali iscritte al Registro nazionale delle aa.pp.ss., presentano tratti riconducibili all’ordinamento delle associazioni di promozione sociale.

Rispetto alle due fattispecie ora illustrate emerge l’opportunità di esplicitare a fini operativi il principio della incompatibilità di iscrizione tra i due Registri, principio espresso dalle leggi regionali di riferimento (l.r. 7/2006 e l.r. 38/1994) e già disciplinato dall’articolo 11 del regolamento di cui al d.p.g.r. 5/R-2006.

Premesso che non è possibile prevedere automatismi di iscrizione dal Registro del volontariato al Registro delle aa.pp.ss. - e viceversa - l’unica via fattivamente percorribile dal punto di vista operativo nei confronti della prima fattispecie sopra illustrata (vale a dire dell’articolazione o entità affiliata o collegata a un soggetto iscritto al Registro nazionale delle aa.pp.ss.) risulta consistere in una nota informativa, vertente sul regime di incompatibilità dei due Registri e sul nuovo ordinamento dell’associazionismo di promozione sociale, da inviare alle organizzazioni di volontariato.

Le organizzazioni di volontariato destinatarie di detta nota informativa verranno individuate, sulla scorta del Registro nazionale delle aa.pp.ss. (il cui elenco sarà cura della Regione predisporre e inviare), dagli uffici regionali e provinciali preposti alla tenuta del Registro del volontariato e riceveranno la comunicazione in parola, che dovrà essere trasmessa per conoscenza anche ai corrispondenti uffici preposti alla tenuta del Registro delle aa.pp.ss., se diversi fra loro. A detta comunicazione verrà allegata ad ogni buon fine copia del modulo di iscrizione alla sezione competente del Registro regionale delle aa.pp.ss., anche al fine di facilitare l’esercizio del diritto di transito da un ordinamento all’altro.

L’individuazione delle organizzazioni di volontariato destinatarie delle suddetta nota informativa dovrebbe concludersi entro febbraio 2007, per consentire l’invio della medesima entro la fine di aprile 2007: questa indicazione operativa è opportuna soprattutto nei casi in cui - come già avviene in ambito regionale - gli uffici competenti nella gestione dei due Registri siano diversi tra loro. Le procedure a seguire, di esame dell’istanza di iscrizione al Registro delle aa.pp.ss. di un’associazione iscritta al Registro del volontariato, sono già disciplinate dall’articolo 11 del regolamento di cui a d.p.g.r. 5/R-2006, a cui si rimanda.

Per gli altri casi, rientranti nella seconda fattispecie sopra illustrata (vale a dire per le associazioni iscritte nel Registro del volontariato, non correlate al Registro nazionale delle aa.pp.ss. ma con tratti riconducibili all’ordinamento delle associazioni di promozione sociale), le verifiche saranno effettuate secondo le normali procedure di revisione: si ricorda che la l.r. 38/1994 prevede specifiche procedure per la revisione del Registro del volontariato e per verificare il permanere dei requisiti necessari all’iscrizione per le iscrizioni a suo tempo concesse.

Va precisato inoltre che l’azione informativa sopra descritta non sostituisce, ma affianca in via straordinaria, una tantum e in ragione della prima attuazione del principio di incompatibilità di iscrizione, le ordinarie revisioni periodiche delle iscrizioni ai due Registri, così come previste dalle corrispondenti normative regionali.

Poiché il transito, nel corso dell’anno solare, dal Registro del volontariato al Registro delle aa.pp.ss. potrebbe determinare nelle associazioni interessate delle difficoltà relative alla gestione amministrativo-contabile e contrattuale, si suggerisce di far decorrere l’iscrizione al Registro delle aa.pp.ss. (e la cancellazione dal Registro del volontariato) dal 1° gennaio 2008, avvalendosi dei termini straordinari per la conclusione del procedimento amministrativo contemplati dall’articolo 5, comma 3, del regolamento di cui a d.p.g.r. 5/R-2006.

Inoltre, in relazione al principio di incompatibilità affrontato in questo paragrafo, si evidenzia a tutte le strutture - regionali e provinciali - preposte alla tenuta dei due Registri l’opportunità di valutare con particolare cura le future istanze di iscrizione ai medesimi, considerate le difficoltà che le associazioni potrebbero affrontare rispetto alla disciplina dell’associazionismo di promozione sociale, sulla cui normativa, di recente introduzione nell’ordinamento, risulta carente tanto la dottrina quanto la giurisprudenza. Al proposito gli uffici regionali preposti alla tenuta della sezione regionale del Registro delle aa.pp.ss. predisporranno e invieranno periodicamente a tutte le strutture - provinciali e regionale - competenti nella gestione dei due Registri l’elenco aggiornato delle associazioni nazionali di promozione sociale iscritte al Registro nazionale delle aa.pp.ss..

In ultimo e in esclusivo riferimento al Registro del volontariato, poiché sono iscrivibili alla sezione regionale del Registro del volontariato gli organismi di secondo livello, i quali devono rappresentare per almeno due terzi organizzazioni di

volontariato iscritte allo stesso Registro, successivamente alla verifica e ai transiti di cui al presente paragrafo si dovrà procedere a una idonea verifica circoscritta ai coordinamenti e agli organismi di secondo livello.

Circa gli adempimenti qui illustrati si conclude col ribadire che gli uffici regionali preposti alla tenuta dei due Registri restano a disposizione dei corrispondenti uffici provinciali per fornire attività tecnica di consulenza e supporto in una prospettiva di dialogo e di fattiva collaborazione inter-istituzionale.

§ 3. Struttura incaricata della gestione della sezione regionale del Registro regionale delle associazioni di promozione sociale

L’ articolo 6 del regolamento di cui a d.p.g.r. 5/R-2006 attribuisce alla “struttura regionale competente nella specifica materia” le funzioni relative alla gestione, alla conservazione e all’aggiornamento della sezione regionale del Registro regionale delle associazioni di promozione sociale. L’articolo 10 del medesimo regolamento prevede inoltre la pubblicazione annuale sul Bollettino Ufficiale di un estratto del Registro regionale, contenente l’elenco delle associazioni iscritte a tutte le sezioni del Registro, senza precisare la struttura incaricata del compito.

Ad esplicitazione della citata disciplina regolamentare, le anzidette funzioni di gestione, conservazione, aggiornamento e pubblicazione sono attribuite sino a diversa disposizione alla Direzione Promozione attività culturali Istruzione e Spettacolo, avente sede in Via Meucci 1, 10121 Torino.

§ 4. Pubblicazione annuale del Registro regionale delle associazioni di promozione sociale

L’articolo 10 del regolamento di cui a d.p.g.r. 5/R-2006, in attuazione dell’articolo 6, comma 9, della l.r. 7/2006, prevede che, con cadenza annuale, venga pubblicato sul Bollettino Ufficiale l’estratto del Registro, aggiornato al 31 dicembre dell’anno precedente e contenente l’elenco delle associazioni iscritte alle nove sezioni del Registro.

Le funzioni relative alla predisposizione della pubblicazione sono effettuate dalla Direzione regionale individuata nel paragrafo 3, a cui compete anche l’individuazione della tipologia dei dati da inserire nell’estratto del Registro. Le Province avranno cura di trasmettere alla Direzione regionale competente i dati delle corrispondenti sezioni provinciali del Registro entro il 28 febbraio di ogni anno: detto termine consente infatti di completare l’aggiornamento dei dati relativi a iscrizioni, variazioni e cancellazioni intervenute entro il 31 dicembre dell’anno precedente.

La Direzione regionale competente predisporrà l’estratto dell’intero Registro, che verrà pubblicato sul Bollettino Ufficiale entro trenta giorni dal giorno in cui acquisirà i dati necessari da tutte le Province.

Nel caso in cui i dati del Registro siano conservati anche in rete telematica e condivisi dai nove enti gestori, la Direzione regionale competente predisporrà l’estratto dell’intero Registro a seguito del ricevimento, da parte di tutte le Province e entro il 28 febbraio, dell’avviso di completamento dell’aggiornamento telematico delle iscrizioni, variazioni e cancellazioni intervenute entro il 31 dicembre dell’anno precedente. Qualora il supporto informatico lo richieda, l’aggiornamento telematico dei dati dovrà essere sospeso nel periodo intercorrente tra la comunicazione del completamento dell’aggiornamento e la pubblicazione dell’estratto del Registro sul Bollettino Ufficiale: la sospensione verrà comunicata alle Province o, qualora il programma informatico lo consenta, effettuata dalla Direzione regionale competente, a cui spetterà comunicare alle stesse la fine della sospensione o ripristinare l’accesso alla gestione telematica del Registro.

§ 5. Attribuzione del numero di iscrizione al Registro regionale delle associazioni di promozione sociale

Le associazioni di promozione sociale sono iscritte nel Registro regionale con un numero progressivo, relativo a ciascuna delle nove sezioni.

Il numero è attribuito mediante il provvedimento di iscrizione ed è contraddistinto dal cardinale a carattere arabo, seguito dal segno / e dalla sigla automobilistica a due lettere, a carattere maiuscolo, della provincia per le sezioni provinciali ovvero dalla sigla RP per la sezione regionale: 1/AL, 1/AT, 1/BI, 1/CN, 1/NO, 1/TO, 1/VB, 1/VC, 1/RP.

§ 6. Iscrizione automatica al Registro regionale delle associazioni di promozione sociale

L’articolo 7, comma 3, della legge 383/2000 prevede il principio di iscrizione automatica al Registro nazionale delle associazioni di promozione sociale: per iscrizione automatica si intende l’iscrizione che il Ministero delle Politiche Sociali concede a un’associazione nazionale, che - oltre alla propria iscrizione - ha espressamente richiesto l’estensione dell’iscrizione alle proprie articolazioni

territoriali. L’iscrizione nel Registro nazionale delle articolazioni territoriali di un’associazione nazionale è valida, tuttavia, solo nel caso in cui la stessa sia esplicitata nel dispositivo e nell’allegato del decreto ministeriale di iscrizione: soltanto questa modalità di iscrizione delle articolazioni territoriali, presenti e operanti in Piemonte, al Registro nazionale delle aa.pp.ss., comporta il riconoscimento sul nostro territorio dei benefici della legge 383/2000 e della l.r. 7/2006, in quanto sostitutiva dell’iscrizione al Registro regionale delle aa.pp.ss. (come previsto dall’articolo 7, comma 3, della legge 383/2000), iscrizione che resta dunque facoltativa.

Considerata l’incompatibilità di iscrizione tra Registro regionale delle associazioni di promozione sociale e Registro regionale del volontariato e valutate le ricadute, sulla gestione (regionale e provinciale) di entrambi i registri, dell’iscrizione automatica nel Registro nazionale aa.pp.ss. delle articolazioni territoriali, presenti e operanti in Piemonte, di aa.pp.ss. di rilievo nazionale, l’amministrazione regionale ha già provveduto a richiedere alla competente Direzione del Ministero della Solidarietà Sociale (già delle Politiche Sociali) gli elenchi delle articolazioni territoriali regionali iscritte in automatico al Registro nazionale aa.pp.ss.. Non appena il Ministero della Solidarietà Sociale provvederà all’invio degli elenchi richiesti, sarà cura dell’Amministrazione regionale trasmetterli alle Province e, successivamente, procedere al loro periodico aggiornamento presso il Ministero e alla loro trasmissione alle Province.

Si precisa, infine, che l’iscrizione automatica in rapporto all’ordinamento regionale non è previsto né dalla l.r. 7/2006 né dal regolamento esecutivo di cui al d.p.g.r. 5/R-2006, i quali non contemplano automatismi di iscrizione dal Registro nazionale al registro regionale né procedure di iscrizione dei coordinamenti regionali o provinciali per conto delle corrispondenti articolazioni territoriali.

§ 7. Iscrizione degli organismi di coordinamento regionale al Registro regionale delle associazioni di promozione sociale

L’articolo 4, comma 1, del regolamento di cui al d.p.g.r. 5/R-2006 definisce le modalità di presentazione della domanda di iscrizione al Registro regionale delle associazioni di promozione sociale. In particolar modo la lettera a) dello stesso comma 1 prevede che l’associazione richiedente alleghi all’istanza di iscrizione la copia del proprio atto costitutivo e statuto.

A seguito della attivazione della sezione regionale del Registro e dell’esame delle prime istanze di iscrizione è emerso che detta disposizione è di problematica applicazione rispetto agli organismi di coordinamento regionale individuati dall’articolo 3, comma 1, lettere d) e e) del suindicato regolamento. Talvolta agli organismi di coordinamento regionale di un’associazione sovra-regionale le disposizioni dello statuto nazionale di quest’ultima (statuto che essi recepiscono o a cui aderiscono) non consentono l’istituzione mediante atto costitutivo autonomo, in quanto la costituzione dei coordinamenti regionali è prevista dallo statuto nazionale e conseguente alla sua approvazione. Ne deriva che per ottenere l’iscrizione al Registro regionale l’organismo di coordinamento regionale di un’associazione nazionale o sovra-regionale dovrebbe porsi in contrasto con le disposizioni dello statuto nazionale.

Per ovviare a questo esito paradossale, gli organismi di coordinamento regionale, il cui statuto nazionale non consente l’istituzione mediante atto costitutivo, producono in sostituzione del proprio atto costitutivo, previsto dall’articolo 4, comma 1, lettera a) del regolamento di cui a d.p.g.r. 5/R-2006, la copia del verbale, disponibile agli atti, della seduta dell’organo più vicina nel tempo all’approvazione dello statuto nazionale vigente. Il verbale deve comunque essere anteriore di almeno sei mesi alla data di presentazione dell’istanza di iscrizione, in conformità a quanto previsto dall’articolo 2, comma 1, lettera b) del citato regolamento. Questa procedura si giustifica col fatto che la costituzione del coordinamento regionale deriva non da un atto costitutivo autonomo, ma dalla esecuzione dello statuto nazionale costituente i coordinamenti regionali. Non a caso l’articolo 4, comma 2 del regolamento impone ai coordinamenti regionali la produzione, in allegato all’istanza di iscrizione e in aggiunta agli elementi elencati al comma 1 dello stesso articolo 4, di copia dell’atto costitutivo e dello statuto dell’associazione sovra-regionale di cui sono articolazione di secondo livello.

Per il resto si conferma l’obbligatorietà dei restanti elementi documentali elencati ai commi 1 e 2 dello stesso articolo 4.

In via analogica la stessa procedura va applicata ai coordinamenti regionali di associazioni di promozione sociale presenti e operanti in una sola provincia del Piemonte, la cui iscrizione al Registro compete alle sezioni provinciali del medesimo.

In ultimo si chiarisce il caso dei coordinamenti regionali di aa.pp.ss. e delle associazioni di secondo livello - di cui all’articolo 3, comma 2, lettere d) ed e) del regolamento d.p.g.r. 5/R-2006 - che non rappresentano in via esclusiva aa.pp.ss. e presentano anche uno o più dei requisiti elencati alle lettere a), b), c) dello stesso comma, ovvero il contrario, vale a dire il caso di associazioni con strutture ubicate in almeno tre Province, associazioni con almeno diecimila iscritti, associazioni di enti, che sono anche coordinamenti regionali o organismi di secondo livello che non rappresentano in via esclusiva aa.pp.ss.. Per evitare disparità di trattamento, a tutte le fattispecie ora elencate va applicata la previsione espressa dall’articolo 3, comma 3 del regolamento d.p.g.r. 5/R-2006, la quale dispone che il soggetto richiedente l’iscrizione sia costituito in maggioranza da aa.pp.ss. iscritte al Registro regionale e che le disposizioni dello statuto prevedano tale garanzia.

§ 8. Istituto della delega per i componenti non elettivi dell’Osservatorio regionale per l’associazionismo di promozione sociale

L’articolo 13 del regolamento di cui al d.p.g.r. 5/R-2006, in attuazione dell’articolo 10, comma 1, lettera d), della l.r. 7/2006, disciplina l’istituto della supplenza per i componenti elettivi dell’Osservatorio regionale per l’associazionismo di promozione sociale, vale a dire per i rappresentanti eletti dalle associazioni iscritte nelle nove sezioni del Registro.

Il regolamento, al contrario, non affronta la problematica relativa alla sostituzione temporanea, in seno all’Osservatorio, di un componente non elettivo impossibilitato a prendere parte a una seduta dell’organo consultivo. Per ovviare a tale problematica, si ritiene che debba essere esteso ai componenti non elettivi dell’Osservatorio l’istituto della delega (già previsto peraltro all’art. 10, comma 1, lettera a) della l.r. 7/2006 per il Presidente della Giunta). Ne deriva che gli otto componenti designati dalle Province e i quattro componenti designati dalle associazioni rappresentative delle autonomie locali (uno ciascuno in rappresentanza dell’ANCI, dell’UNCEM, della Lega autonomie locali, della Consulta unitaria dei piccoli comuni del Piemonte), nel caso di impedimento alla partecipazione a una sessione dell’Osservatorio, potranno farsi rappresentare mediante delega scritta da persona di loro fiducia.

Nel caso di reiterazione di delega, questa può concernere tanto la stessa persona quanto persone diverse, a discrezione del delegante.

Mercedes Bresso
Visto l’Assessore alla Cultura Gianni Oliva

(1) Vedi anche la d.g.r. 22 maggio 2006, n. 79-2953, pubblicata sul 2° supplemento al n. 22 del Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte 1° giugno 2006.

(2) E’ noto infatti che l’attività di volontariato si svolge in diversificate aree di intervento, che trovano corrispondenza in altrettanti sezioni dei Registri provinciali: si vedano al proposito l’articolo 3 della l.r. 38/1994 nonché la d.g.r. n. 38-2389 del 5 marzo 2001, che definisce i criteri e le modalità di iscrizione al Registro del volontariato.