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RIFORMA TERZO SETTORE: I CENTRI DI SERVIZIO PER IL VOLONTARIATO DEL PIEMONTE CHIEDONO SOSTEGNO AI SINDACI CONTRO IL TAGLIO DELLE RISORSE

“A seguito dell’approvazione della legge delega di Riforma del terzo settore si prospetta un radicale cambiamento del sistema dei Centri di servizio per il volontariato del Piemonte che rischia di penalizzare fortemente le Organizzazioni di Volontariato piemontesi e, conseguentemente, tutto il territorio”.
I CSV piemontesi – Società Solidale (Cn), Vol.To (To), Csvaa (At e Al), Ctv (Bi e Vc), Cst (No e Vb) – dopo aver denunciato la situazione in una conferenza stampa congiunta lo scorso 18 novembre a Cuneo, con una lettera sottopongono la questione anche ai Sindaci dei Comuni della Regione affinché anche da parte loro si evidenzi la preoccupazione riguardo al tema delle risorse che i CSV avranno a disposizione e la loro modalità di ripartizione sul territorio nazionale.
“Le Fondazioni di origine bancaria e i Parlamentari piemontesi – si spiega nella lettera rivolta ai Sindaci - hanno già dato esplicita dichiarazione d’impegno a sollevare la questione e attuare interventi nelle sedi opportune. Ora ci si rivolge ai Comuni del Piemonte (che ben conoscono la ricchezza e il valore delle Associazioni del territorio) affinché aggiungano il proprio contributo per far arrivare al Governo la propria voce in difesa e a salvaguardia del volontariato della regione.”
Obiettivo della mobilitazione è quello di rivedere le proposte dei decreti attuativi della legge delega, scegliendo di non dare attuazione alle prese di posizione in corso per superare l’attuale impostazione del 50% di vincolo territoriale a favore di criteri che possano portare ad una diversa ridistribuzione, come ad esempio la popolazione residente.
La suddetta ipotesi si ripercuoterebbe in maniera disastrosa sulle Organizzazioni di Volontariato che sono la vita di tanti piccoli Comuni: per questo motivo c’è bisogno del sostegno di tutti i soggetti che operano a contatto con le Associazioni e con i Centri di Servizio.
La lettera inviata ai sindaci ricorda anche quanto il contesto piemontese, negli ultimi anni, sia stato caratterizzato da un profondo processo di autoriforma e di ottimizzazione delle risorse che ha portato a una riduzione dei Centri di servizio da nove a cinque.
È di fondamentale importanza dunque mobilitarsi tutti insieme  affinché non si vada incontro ad una netta diminuzione delle possibilità di intervento a favore delle organizzazioni di volontariato, che in Piemonte, secondo le iscrizioni al Registro regionale, sono 3mila.