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L'ITALIA RIAPRE: LE INDICAZIONI PER LA FASE 2

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Con un nuovo Dpcm cambiano le misure urgenti di restrizione della libertà personale, che rimarranno solo per gli spostamenti tra regioni fino al 3 giugno, e si definiscono le regole per le riaperture di tutte le attività, escluse le scuole. Pubblicate anche linee guida specifiche che si aggiungono a quelle dell'Iss e Inail - di Lara Esposito 18 maggio 2020


Entra nel pieno la fase 2 per la gestione dell’emergenza epidemiologica da contagio del coronavirus. Dopo due mesi di lockdown e due settimane di fase di transizione, da oggi 18 maggio fino al 14 giugno aprono la maggior parte delle attività e si riducono le misure urgenti di restrizione della libertà personale di questi ultimi tempi. Le regole per la riapertura sono contenute anzitutto nel Decreto legge n. 33 del 16 maggio 2020 e nel collegato Dpcm 17 maggio 2020.

Niente più autocertificazione per gli spostamenti all’interno del territorio regionale, che potranno essere reintrodotte in relazione a specifiche aree in base a un eventuale peggioramento della situazione epidemiologica.

Gli spostamenti fuori regione dovranno ancora essere giustificati da autocertificazione e per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute (salvo il rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza). Anche questi saranno eventualmente limitati in base a principi di adeguatezza e proporzionalità del rischio epidemiologico. Fino al 2 giugno, anche gli spostamenti all’estero saranno possibili solo con autocertificazione e comprovate motivazioni di urgenza.

Rimane il divieto di mobilità assoluta dalla propria abitazione per chi è sottoposto a misura di quarantena perché positivo a Covid-19. La quarantena precauzionale è applicata a chi ha avuto contatti stretti con casi confermati.

  • Vietati gli assembramenti di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Possibili eventuali manifestazioni, eventi e spettacoli di qualsiasi natura, compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e fieristico, con la presenza di pubblico seguendo tutte le precauzioni. Per gli spettacoli dal vivo e il cinema sono state definite specifiche indicazioni. I sindaci possono disporre la chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile assicurare adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.
  • Le riunioni si possono svolgere mantenendo la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Ricominciano anche le funzioni religiose, grazie agli accordi con le principali confessioni religiose presenti in Italia e nel rispetto delle misure di prevenzione del contagio.
  • Rimangono chiuse le scuole di ogni ordine e grado e rimane vietata la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore come le Università, ma anche i corsi professionali e ogni tipo di attività formativa in aula. Si apre la possibilità di organizzare opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini e adolescenti (centri estivi), secondo specifiche linee guida (pag. 27). Previste anche attenzioni speciali per l’accoglienza di bambini ed adolescenti con disabilità.
  • Aprono tutte le attività economiche, produttive e sociali, che dovranno svolgersi nel pieno rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida adatti a prevenire il rischio di contagio. Allegate al decreto, infatti, le linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 16 maggio 2020 (pag. 94). Le riaperture dovranno comunque seguire le indicazioni del documento tecnico prodotto dall’Istituto superiore di Sanità e Inail. Pubblicato un documento anche per le attività ricreative in spiaggia.


Rimane la possibilità per le singole Regioni di dare linee di indirizzo diverse, con protocolli specifici, in base alla singola situazione epidemiologica. Si ribadisce, infatti, il tema del monitoraggio continuo a livello territoriale: dai dati in aggiornamento potranno essere prese strade differenti in base ai territori.