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CENTRI DI SERVIZIO PER IL VOLONTARIATO: QUALI PROSPETTIVE?

Conferenza Stampa dei CSV piemontesi su Legge Delega di Riforma del Terzo Settore, decreti attuativi e ripartizione delle risorse sul territorio nazionale.

Si è svolta venerdì 18 novembre, presso il Lovera Palace di Cuneo, una conferenza stampa dei Presidenti dei cinque CSV piemontesi per denunciare e chiedere l’interessamento dei rappresentanti politici e delle Fondazioni di origine bancaria locali rispetto ai mutamenti determinati dal nuovo paradigma normativo di riferimento (L. 106/2006 Riforma del Terzo settore) e soprattutto rispetto al tema delle risorse che i CSV avranno a disposizione.
Se da una parte la nuova legge prospetta un radicale cambiamento del sistema dei CSV (il cui ambito di operatività si estende a soggetti operanti all’interno dell’intero Terzo Settore), dall’altra le proposte dei decreti attuativi sembrano orientate al superamento del vincolo di distribuzione del 50% dei proventi delle Fondazioni di origine bancaria (che per legge sono tenute ad accantonare 1/15 dei propri proventi per il Fondo  Speciale per il Volontariato) sul territorio regionale presso cui le fondazioni hanno sede legale, a favore di criteri che possano portare ad una diversa distribuzione, come ad esempio la popolazione residente.
Il Presidente di Società Solidale CSV di Cuneo Giorgio Groppo: «Con questo nuovo metodo, basato sull’azzeramento del Fondo Regionale e su una redistribuzione del Fondo Speciale nazionale ai contesti regionali con una quota di euro 0,66/abitante, che deriva dal semplice rapporto tra la dotazione auspicata del Fondo speciale nazionale (40 milioni) e numero degli abitanti sul territorio nazionale, il Piemonte vedrebbe una decurtazione dei fondi disponibili di circa il 44%; la provincia di Cuneo passerebbe da circa 900.000 euro a circa 400.000 euro.  Tutto questo metterebbe a rischio la sopravvivenza delle piccole e piccolissime Associazioni (che costituiscono la maggioranza del mondo del volontariato cuneese) che hanno trovato nei CSV un interlocutore fondamentale e a volte l’unico canale di accesso a servizi e sostegno con il quale garantire la propria sopravvivenza. Occorre distribuire i fondi tenendo in considerazione altre variabili (numero di OdV attive, dispersione territoriale, cc), tra le quali anche l’efficacia e l’efficienza dimostrata dai CSV nazionali in questi anni».
Hanno poi preso la parola gli altri Presidenti dei CSV piemontesi presenti, Andrea Pistono per il CSV Biella/Vercelli, Daniele Giaime per il CSV Novara/VCO, Mario Bianchi per il CSV Asti/Alessandria e Silvio Magliano, Presidente CSV Torino: «Il sistema CSV Piemonte, prima ancora che la cosa fosse imposta, si è ridisegnato – passando da 9 a 5 CSV - per andare verso un’ottimizzazione delle risorse; da anni in questa regione tagliamo i costi, facciamo economia di scala, puntiamo sui bandi, il rapporto tra erogazioni e spese è sotto il 55%, contro altre realtà italiane che hanno l’85-90% di costi fissi. Si deve riconoscere la specificità del Piemonte che ha ben gestito in passato le sue risorse, così come le tante fondazioni bancaria piemontesi hanno ben gestito il risparmio di generazioni e dei territori. Va bene “aiutare”, come si è sempre fatto in passato, il resto d’Italia con un fondo perequativo (anche dove l’efficienza dimostrata è stata scarsa), ma qui si tagliano le risorse in un modo non proporzionale ai servizi, alla storia e alla popolazione».
Attacchi per Giuseppe Guzzetti, Presidente Fondazione Cariplo (la più grande d’Italia, davanti solo alle torinesi Compagnia San Paolo e CRTorino) e Presidente Acri (Associazione della Casse di Risparmio e Fondazioni bancarie), atteso per la prossima settimana a Torino per un incontro con le Fondazioni bancarie piemontesi; il Presidente della Fondazione CRFossano Gianfranco Mondino, presente in sala, si è preso il compito di sollevare direttamente la questione.
A tale proposito è stato ricordato Antonio Miglio per il suo ruolo di Vice Presidente Acri attento ai bisogni dei territori; secondo i Presidenti CSV la situazione non sarebbe quella attuale se fosse ancora in essere il suo impegno in Acri.
L’incontro si è concluso con gli interventi dei parlamentari Patrizia Manassero e Mino Taricco che hanno elogiato il sistema volontariato  e CSV piemontese e il senso di responsabilità dimostrato in questi anni, rilasciando esplicita dichiarazione d’impegno a sollevare la questione e attuare un intervento politico sul tema, in sinergia con le Fondazioni territoriali.