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AMICI SPECIALI: QUANDO LA SCUOLA SUPERA LE BARRIERE DELLA DISABILITA'

Il progetto, che si propone di spiegare l'autismo ai bambini, è nato partendo dalle preoccupazioni da mamma di fronte all’ingresso del proprio figlio alla scuola materna.

 

Spiega Erica Marabotto: “Qualche anno fa, quando mio figlio aveva circa 4 anni e frequentava da circa un anno la scuola dell’infanzia, parlando con la maestra chiesi, tra le altre cose, se Lorenzo si confrontava con gli altri bambini … da poco, infatti, avevamo ricevuto la diagnosi di disturbo pervasivo dello sviluppo, meglio conosciuto come Autismo, e la situazione che da mamma più mi preoccupava era quella di scoprire che mio figlio si isolava, giocando a far roteare su se stesso sempre lo stesso oggetto, incurante degli altri bambini o di ciò che lo circondava. Ma la maestra, mi disse una cosa che per me, al momento, fu quasi un’illuminazione; ai bambini, riuniti un giorno in cerchio aveva spiegato con parole semplici che Lorenzo era un bimbo come loro ma solo un pochino più speciale e per questo aveva bisogno che gli altri imparassero ad avere pazienza se a volte piangeva e urlava senza motivo o se non li ascoltava quando lo chiamavano, perché solo con la loro pazienza prima o poi anche lui si sarebbe avvicinato. Questa semplice spiegazione portò gli altri bimbi a guardare il compagno sotto una luce diversa e anzi, a sentirsi motivati nel difficile compito di diventare suoi amici. Nei mesi successivi le cose all’asilo andarono sempre migliorando grazie all’impegno da parte di tutti i compagni e le insegnanti, e io ripensai spesso a questa semplice ma “geniale” soluzione che ebbe la maestra e mi dissi; “… e se tutto questo lo raccontiamo ai bambini con lo strumento che a loro piace di più”?

 

Da questa semplice riflessione e dal bisogno degli insegnanti di SAPER SPIEGARE nasce il libricino corredato solo da parole facili, adatte a un bimbo di 3-4 anni.

 

Il contenuto di questo libretto ha l’obiettivo di raccontare con parole semplici ma efficaci, adatte ad un bambino dai 4 anni in su, “chi è” il suo compagno e “perché” si comporta in modo a volte così “bizzarro”, grazie all’aiuto di un breve racconto illustrato con un finale tutto al positivo e perché no . . . anche divertente per la classe!

 

“Il bambino - spiegano i volontari dell’associazione – vede il suo compagno di classe uguale a lui: l’aspetto esteriore è come quello di tutti gli altri compagni, fa le cose che fanno tutti i bambini, ride, piange, gioca, corre. Ma nonostante le apparenze c’è qualcosa di diverso in lui, ma è un qualcosa che non si vede perché è dentro di lui. Come spiegarlo ad un bambino? L’unico modo concreto e comprensibile è quello di paragonarlo a un bambino più piccolo di lui: fuori è grande come te ma dentro è rimasto piccolo. L’essere più piccolo, per un bambino significa molte cose. Da questa premessa si cerca di spiegare COME gestire la relazione con lui: il da farsi è semplice: basta un po' di pazienza. Partendo dal presupposto che l’obiettivo da perseguire è il benessere e la serenità dei bambini, diventa necessario iniziare il prima possibile con loro, un percorso tracciato sul valore della solidarietà per “CRESCERE INSIEME” nel rispetto e nella reciprocità attraverso un’”educazione precoce alla diversità”.

 

Il bambino, è risaputo, quando entra a far parte di un gruppo sociale come quello scolastico, ha necessità di sapere il “perché”, ma soprattutto il “COME” affrontare una convivenza con i sui coetanei, ancor più se si tratta di un compagno così SPECIALE. Poche e semplici regole dello stare insieme, che rendono il collaborare e il vivere quotidiano meno problematico e sicuramente più costruttivo, perché anche la diversità insegna; da ostacolo si trasforma in “scambio” reciproco, ricco di sfumature che colorano il mondo e lo rendono così infinitamente straordinario.

 

La morale di questo progetto, come quella di tutte le storie a lieto fine, è ricordare a tutti che ognuno di noi è SPECIALE e DIVERSO dagli altri, ma che questo non è un limite ma un grande TALENTO che distingue l’uomo dagli altri esseri viventi, rendendolo unico e in grado di progredire ed evolvere trasformando il mondo che lo circonda.

 

Il 25 Maggio a Cascina Nibal di Mondovì si è svolta la premiazione della 3^ edizione di “Un mosaico di classe” realizzato nell’ambito del progetto “Amici speciali”.

 

All’evento hanno partecipato numerose persone: famiglie, insegnanti, dirigenti scolastici educatori dei 200 partecipanti. Le opere che hanno partecipato all’edizione 2019 sono solo una parte di quelle che nelle scuole del territorio sono state realizzate, da molti plessi sono arrivate richieste del libretto di Amici speciali e, anche se oltre la scadenza, sono arrivate moltissime altre opere. Questo dimostra il successo del progetto, dimostra quanto sia stato utile sul territorio: i tempi stanno cambiando e quello che le associazioni seminano oggi domani daranno frutti. Perché le nuove generazioni crescono e saranno più consapevoli in futuro del valore della diversità che esiste e che fa parte del mondo in cui viviamo.

Per maggiori informazioni visitare il sito

http://www.autismohelp.it/