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DOMANDE FREQUENTI

Benvenuto nella sezione DOMANDE FREQUENTI: consultale per trovare la risposta alle tue necessità. Se tra queste non troverai ciò che stai cercando inviaci la tua domanda. Riceverai una risposta privata. Le domande che richiedono un approfondimento saranno pubblicate in questa sezione del sito.

Di seguito, oltre ad alcune domande standard, riportiamo, di volta in volta, un quesito specifico, scelto tra quelli posti al CSV Società Solidale.

 

REGISTRO REGIONALE DEL VOLONTARIATO: COME COMUNICARE VARIAZIONI SEDE, DENOMINAZIONE, PRESIDENTE/CONSIGLIO DIRETTIVO O RICHIEDERE LA CANCEELLAZIONE

Le OdV iscritte al Registro regionale delle Organizzazioni di Volontariato sono tenute a comunicare alla Regione le variazioni relative a: sede legale, denominazione, Presidente e Consiglio direttivo utilizzando i nuovi moduli predisposti dalla Regione stessa e scaricabili online dal sito http://www.regione.piemonte.it/polsoc/volonta o in questa pagina in calce.

Prima della comunicazione è necessario verbalizzare le variazioni in assemblea e recarsi all'Agenzia delle Entrate territoriale per aggiornare il Certificato di attribuzione del Codice fiscale.

La Regione ha anche predisposto il modulo per richiedere la cancellazione dal Registro in caso di avvenuto scioglimento dell'OdV.
Per informazioni si può contattare la referente della Regione per la provincia di Cuneo Maria Assunta Bergesio allo 0171319342 oppure tramite email a mariaassunta.bergesio(at)regione.piemonte.it.

Scarica la modulistica per le operazioni di variazioni dello statuto, cancellazione su istanza di parte:

L'ISCRIZIONE AL REGISTRO DEL VOLONTARIATO

L'ISCRIZIONE AL REGISTRO DEL VOLONTARIATO

 Leggi l'approfondimento pubblicato su Società Solidale.

Le OdV utenti del CSV Società Solidale possono essere iscritte al Registro del Volontariato oppure potenzialmente iscrivibili, con statuto conforme, cioè alla legge 266 del 1991. L’iscrizione al Registro del Volontariato è una facoltà non un obbligo. È, però, condizione necessaria, in base all’articolo 6 della legge 266/1991, “per accedere ai contributi pubblici nonché per stipulare le convenzioni e per beneficiare delle agevolazioni fiscali”. Per poter, dunque, usufruire delle agevolazioni (a titolo di esempio: esenzione imposte di bollo e di registro; possibilità di accreditarsi al 5 per mille; possibilità di ricevere erogazioni liberali deducibili o detraibili) e avvalersi della qualifica di Onlus di diritto, ai sensi dell’articolo 10 del Decreto legislativo 460 del 1997, l’associazione di volontariato con statuto conforme deve iscriversi al Registro del Volontariato.

Possono iscriversi al Registro regionale del Volontariato le organizzazioni aventi sede nella Provincia di Cuneo che svolgano attività di volontariato da almeno sei mesi dalla data di costituzione. Dal 1° gennaio 2016, ai sensi della Legge Regionale 23/2015 di riordino delle funzioni amministrative conferite alla Province, le funzioni riguardanti il Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato sono di competenza del Settore Coesione Sociale della Regione Piemonte. Si informa che ai sensi delle Dd n. 12 del 11/01/2016 e n. 204 dell’11/4/2016 Direzione Coesione Sociale, il responsabile del procedimento è la dottoressa Antonella Caprioglio ed il Dirigente Delegato per l'istruttoria dei relativi procedimenti è la dottoressa Mondino Maria Maddalena. Il funzionario regionale presso il quale è possibile rivolgersi per informazioni sullo materia è Bergesio Maria Assunta.
Gli uffici sono stati trasferiti presso la sede regionale di Corso De Gasperi n. 40 (ex Provveditorato agli Studi). Il telefono è 0171319342 e l'indirizzo email regionale della referente, già attivo, sul quale inviare comunicazioni e documentazione: mariaassunta.bergesio@regione.piemonte.it.

La modulistica (Istanza e Scheda di iscrizione) è scaricabile qui o dal sito della Regione Piemonte.

 

  • Depositare lo statuto all’Agenzia delle Entrate, in esenzione da imposte di bollo e registro;
  • Assicurare i propri aderenti che prestano attività di volontariato contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell’attività stessa, nonché per la responsabilità civile per i danni cagionati a terzi dall’esercizio dell’attività medesima.

Le OdV iscritte al Registro regionale delle Organizzazioni di Volontariato sono tenute a trasmettere, entro il 31 luglio di ogni anno una scheda in formato pdf compilabile per il mantenimento di iscrizione al Registro (ad esempio per l’anno 2017 - dati al 31/12/2016).
Tale scheda deve essere redatta dal Legale Rappresentante dell’associazione.
Le Organizzazioni pertanto devono scaricare nel proprio terminale, compilare e rispedire via email, al seguente indirizzo, la Scheda Art.5 nell’ambito territoriale di appartenenza:
CUNEO - volontariato.cn(at)regione.piemonte.it.

In alternativa le schede possono essere trasmesse via Pec, specificando l’ambito territoriale di competenza: coesionesociale@cert.regione.piemonte.it.
La scheda deve essere necessariamente compilata in tutte le sue parti. Si ricorda che è necessario  dettagliare la relazione delle attività svolte e in programma, evidenziando in particolare l'apporto determinante e prevalente dei volontari, il loro numero, le relative modalità di impiego.
Il mancato adempimento, da parte delle Organizzazioni di Volontariato, a tali obblighi è motivo di cancellazione dal Registro, previa diffida.

ODV: ESENZIONE IMPOSTA DI REGISTRO E DI BOLLO

ODV: ESENZIONE IMPOSTA DI REGISTRO E DI BOLLO

Sul numero 3/2016 della rivista Società Solidale un approfondimento sull'esenzione dell'imposta di registro e di bollo.

FIRMA DIGITALE E POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA

FIRMA DIGITALE E POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA

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TOMBOLE, LOTTERIE E PESCHE DI BENEFICENZA

TOMBOLE, LOTTERIE E PESCHE DI BENEFICENZA

Quali sono gli adempimenti per l'organizzazione di una tombola o di una lotteria o di una pesca di beneficenza? Leggi l'approfondimento pubblicato sulla rivista "Società Solidale".

COME SI PUO' ACQUISIRE LA PERSONALITA' GIURIDICA?

COME SI PUO' ACQUISIRE LA PERSONALITA' GIURIDICA?

Si ricorda che il D.P.R. n. 361 del 10 febbraio 2000 stabilisce che "le associazioni, le fondazioni e le altre istituzioni di carattere privato acquistano la personalità giuridica mediante il riconoscimento determinato dall'iscrizione nel Registro delle persone giuridiche, istituito presso le Prefetture". Le persone giuridiche che operano in materie di competenza delle Regioni e le cui finalità statutarie si svolgono nell'ambito di una sola Regione, possono iscriversi al Registro delle persone giuridiche istituito presso la relativa Regione. Il riconoscimento giuridico non serve ai fini della costituzione di un'associazione o di una fondazione ma è il provvedimento mediante il quale l'ente acquista la cosiddetta "autonomia patrimoniale perfetta" in virtù della quale gli amministratori ("coloro che agiscono in nome e per conto dell'ente") cessano di essere responsabili ("personalmente e solidalmente") anche con il loro patrimonio personale per le obbligazioni assunte dall'ente.

In allegato i due approfondimenti in merito pubblicati sulla rivista "Società Solidale" n. 6/2013 e n. 1/2014.

UN QUESITO SPECIFICO SULLA DEVOLUZIONE DEL PATRIMONIO

UN QUESITO SPECIFICO SULLA DEVOLUZIONE DEL PATRIMONIO

Che cosa si intende per "Identico o analogo settore" in caso di devoluzione del patrimonio di un'OdV che si sta sciogliendo?
Nel caso di devoluzione del patrimonio di un’associazione di volontariato che si sta sciogliendo, l’espressione “settore” va intesa in modo generico, e la sezione di iscrizione al registro delle organizzazioni di volontariato non è vincolante.
Infatti l’espressione “identico o analogo settore” è mutuata dalla legge e in particolare dall’art. 5, comma 4 della legge 266/1991 (legge quadro sul volontariato), norma che disciplina l’estinzione delle associazioni nel modo seguente: “4. In caso di scioglimento, cessazione ovvero estinzione delle organizzazioni di volontariato, ed indipendentemente dalla loro forma giuridica, i beni che residuano dopo l'esaurimento della liquidazione sono devoluti ad altre organizzazioni di volontariato operanti in identico o analogo settore, secondo le indicazioni contenute nello statuto o negli accordi degli aderenti, o, in mancanza, secondo le disposizioni del codice civile.”
La lettura della norma nella sua completezza, infatti, lascia, nel silenzio dello statuto, la scelta concreta dell’ente di volontariato a cui devolvere i beni all’accordo degli aderenti dell’associazione che si sta sciogliendo. Ancora più esplicito, nella libertà di scelta è, inoltre, il codice civile (art. 31), che prevede o l’accordo degli associati, senza alcuna limitazione, oppure, in mancanza di accordo, impone all’autorità governativa la devoluzione dei beni ad associazioni con semplici e generici fini analoghi.
In altre parole l’unico vero vincolo è la devoluzione del patrimonio ad altre associazioni di volontariato, mentre l’analogia del settore può essere intesa in maniera generica, l’importante è che vi sia l’accordo di tutti gli associati..

COME CREARE UN'ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO

COME CREARE UN'ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO

D: Come si fa a costituire un’ associazione?
R: È sufficiente un gruppo di persone (minimo 3) che decida di riunirsi in forma più o meno organizzata per portare avanti un fine non commerciale (socio-assistenziale, sanitario, culturale,..). La Costituzione Italiana, all’articolo 18 riconosce che “I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale”.
La nascita di un'associazione può avvenire anche in forma di accordo verbale, ma questa scelta preclude ogni tipo di possibilità successiva. Un gruppo, cosiddetto “spontaneo” non potrà, ad esempio, svolgere nessun genere di attività a pagamento (tranne l'iscrizione dei soci), né accedere alle agevolazioni fiscali, né richiedere contributi pubblici.

D: Per un’Associazione di Volontariato è necessario ricorrere al notaio per stendere e registrare l'atto costitutivo e lo statuto?
R: In base alla Legge n. 266/91, un’Associazione di Volontariato non deve necessariamente ricorrere ad uno studio notarile. È sufficiente che atto costitutivo e statuto siano redatti con una scrittura privata registrata, cioè depositati presso l’agenzia delle entrate (ex Ufficio del Registro). Ciò vale anche per il deposito di eventuali modifiche dello statuto, anche nel caso in cui lo statuto originario fosse stato fatto da un notaio.

D: Quali sono i requisiti per costituirsi come Associazione di Volontariato?
R:
L'associazione per qualificarsi come Organizzazione di Volontariato deve svolgere un’attività non per il vantaggio dei propri soci, bensì per fini di solidarietà sociale. La Legge n. 266/91 prevede che si tratti di un “organismo LIBERAMENTE COSTITUITO che si avvalga in modo DETERMINANTE E PREVALENTE dell’opera volontaria, gratuita e personale dei propri aderenti”. Nello statuto devono essere inseriti alcuni punti: 

  • ASSENZA DI FINI DI LUCRO
  • DEMOCRATICITA’ DELLE STRUTTURE
  • ELETTIVITA’ E GRATUITA’ CARICHE ASSOCIATIVE
  • GRATUITA’ DELLE PRESTAZIONI FORNITE DAGLI ADERENTI
  • CRITERI DI AMMISSIONE ED ESCLUSIONE ADERENTI
  • OBBLIGHI E DIRITTI DEGLI ADERENTI
  • OBBLIGO FORMAZIONE DEL BILANCIO ( CHE EVIDENZI I BENI, CONTRIBUTI, LASCITI RICEVUTI )
  • DEFINIZIONE DELLE MODALITÀ DI APPROVAZIONE DEL BILANCIO DA PARTE ASSEMBLEA . 
     

ASSICURAZIONE DEI VOLONTARI

ASSICURAZIONE DEI VOLONTARI

D: È obbligatorio per un'Organizzazione di Volontariato assicurare i propri volontari? 
R: L'articolo 4, comma 1, della Legge 266/91 afferma che "le organizzazioni di volontariato debbono assicurare i propri aderenti, che prestano attività di volontariato, contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell'attività stessa, nonché per la responsabilità civile verso i terzi". Questa disposizione è stata dettagliata dal Decreto del Ministero dell'Industria del 14/02/92, poi a sua volta modificato dal Decreto Ministeriale del 16/11/92.
Le Organizzazioni di Volontariato hanno dunque l'obbligo di stipulare per i propri soci VOLONTARI una polizza assicurativa.

SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO E VOLONTARIATO


SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO E VOLONTARIATO

D. Quali sono gli adempimenti per una Organizzazione di Volontariato in tema di sicurezza nei luoghi di lavoro?

R. Novità in tema di tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro e volontariato. Il Decreto legislativo 3 agosto 2009, n. 106. “Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”, in vigore dal 20 agosto 2009, apporta, infatti, alcune significative modifiche al Testo Unico. Per quanto riguarda il volontariato, le novità più importanti sono in sintesi:

  • viene introdotto all’articolo 3 del Testo Unico il comma 12-bis: “Nei confronti dei volontari di cui alla legge 1° agosto 1991, n. 266, e dei volontari che effettuano servizio civile si applicano le disposizioni relative ai lavoratori autonomi di cui all’articolo 21. Con accordi tra il volontario e l’associazione di volontariato o l’ente di servizio civile possono essere individuate le modalità di attuazione della tutela di cui al precedente periodo”. Questa prima integrazione fa sì che i volontari non siano più equiparati ai lavoratori dipendenti, liberando di fatto le OdV da oneri eccessivi rispetto alle competenze, dato che nella maggior parte dei casi per lo svolgimento delle proprie attività si avvalgono esclusivamente di soci volontari.
    L’OBBLIGO CHE RIMANE È QUELLO DI INFORMARE I VOLONTARI SUI RISCHI CONNESSI ALLO SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITÀ DI VOLONTARIATO.
    Potrebbero, in seguito, essere emanate ulteriori variazioni e, volendo adottare un atteggiamento prudenziale, un Piano di Valutazione dei Rischi è consigliabile ad una OdV per potersi dotare di strumenti idonei a informare i volontari sui rischi connessi. Allo stato attuale, tuttavia, le OdV sono sgravate dagli altri adempimenti.
  • Il comma 12-bis prosegue in questo modo: “Ove il volontario svolga la propria prestazione nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro, questi è tenuto a fornire al volontario dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti negli ambienti in cui è chiamato ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività. Egli è altresì tenuto ad adottare le misure utili ad eliminare o, ove ciò non sia possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze tra la prestazione del volontario e altre attività che si svolgano nell’ambito della medesima organizzazione”. Quindi, nel caso il volontario presti attività presso un ente o un’azienda (ASL o altro) è il datore di lavoro, pubblico o privato, a dover informare il volontario sui rischi e a dover cercare di evitare le interferenze tra volontari e lavoratori.
  • Il correttivo ha inoltre previsto, con il comma 3-bis dell’articolo 3, che entro il 31 dicembre 2010 sarà emanato un altro decreto ministeriale che disciplinerà particolari adeguamenti “Nei riguardi delle cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, e delle organizzazioni di volontariato della protezione civile, ivi compresi i volontari della Croce Rossa Italiana e del Corpo Nazionale soccorso alpino e speleologico, e i volontari dei vigili del fuoco, le disposizioni del presente decreto legislativo sono applicate tenendo conto delle particolari modalità di svolgimento delle rispettive attività, individuate entro il 31 dicembre 2010 con decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Dipartimento della protezione civile e il Ministero dell’interno, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro”.