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Approfondimenti Riforma Terzo settore

In questa sezione sono riportati gli approfondimenti relativi alla Riforma del Terzo settore e agli Enti del Terzo settore.

CSV, ONC A PIENO REGIME: PRIME QUESTIONI FONDO UNICO E RIORGANIZZAZIONE

L’Organismo nazionale di controllo (ONC) dei Centri di servizio per il volontariato è pienamente operativo e ha previsto una serie di riunioni a cadenza mensile. È quanto emerso dalla prima seduta, svoltasi l'11 aprile, dove sono stati approfonditi i contenuti dello statuto e sono stati individuati i temi prioritari da trattare.
Segretario dell’ONC sarà Massimo Giusti (Sassuolo, 1967), una lunga esperienza nel Terzo settore, nel mondo delle fondazioni e in organismi di gestione di società private.
Quanto allo statuto - i cui contenuti sono in gran parte definiti dal Codice del Terzo settore e dallo stesso decreto di costituzione dell’Organismo (in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) - sono stati raccolti diversificati elementi per giungere all’approvazione nella prossima seduta, fissata per il 16 maggio.
Tra i temi prioritari, c’è ovviamente l’attivazione del Fondo unico nazionale (FUN) che servirà a finanziare l’attività dei Centri di servizio, a partire dall’assegnazione delle risorse per il secondo semestre 2018.
Sarà poi discussa la riorganizzazione territoriale e l’accreditamento dei CSV secondo i criteri dettati dal Codice del terzo settore. Su questo argomento è intervenuto il presidente di CSVnet Stefano Tabò, il quale ha annunciato all’ONC la messa a disposizione di un focus sul numero dei Centri che raccoglie gli orientamenti maturati dai CSV soci nelle regioni interessate. Il focus è stato consegnato.
Altro argomento cruciale sarà il percorso verso l’attivazione degli OTC, gli organismi territoriali di controllo (che dipenderanno da quello nazionale), sulla cui composizione manca ancora il decreto ministeriale che riporterà i nominativi dei rispettivi membri. Uno dei nodi riguarda appunto la gestione di questo tempo intermedio, in cui l’ONC avrà ancora come suo riferimento territoriale i “vecchi” Comitati di Gestione dei Fondi speciali per il volontariato. Va intanto rilevato come nel decreto correttivo sul Codice del terzo settore (all’esame della Conferenza unificata e della Commissione speciale della Camera) gli OTC siano passati da 14 a 15, con lo sdoppiamento di quello previsto per Veneto e Friuli Venezia Giulia.
Nella prima riunione l’ONC ha operato nella pienezza dei suoi 13 componenti: l’assenza di uno dei membri effettivi è stata infatti coperta dal relativo supplente. «Si è lavorato in un clima molto sereno e costruttivo, - ha commentato Stefano Tabò. - È la condizione ideale per affrontare le questioni che ci terranno impegnati nei prossimi mesi e che avranno bisogno di una grande capacità di discernimento». Quanto al segretario generale, Tabò afferma che «Massimo Giusti è la persona adatta a ricoprire questo ruolo: le sue competenze nel terzo settore e nelle fondazioni di origine bancaria gli garantiscono un’ampia capacità di lettura dei complessi risvolti che caratterizzano la presenza dei CSV in Italia».

5 PER MILLE

NASCE L'ORGANISMO DI CONTROLLO DEI CSV

NASCE L'ORGANISMO DI CONTROLLO DEI CSV

Nasce l’Organismo di controllo dei Centri di servizio per il volontariato -

Mercoledì 11 aprile la prima riunione. Tredici componenti, maggioranza alle fondazioni di origine bancaria, presidente Giuseppe Guzzetti. Al suo interno il presidente di CSVnet, Stefano Tabò, che dice: «Ora può partire la nuova stagione dei CSV, noi a disposizione con la nostra esperienza di 20 anni»

Nasce l’Organismo nazionale di controllo (ONC) dei Centri di servizio per il volontariato. Le sue funzioni e i nomi dei 13 componenti del consiglio di amministrazione sono contenuti in un decreto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

L’insediamento dell’ONC avverrà mercoledì 11 aprile, avviando così le nuove e attese procedure per il funzionamento dei CSV secondo il Codice del Terzo settore, a partire dall’assegnazione dei fondi per completare la programmazione delle attività del 2018.

L’ONC - una fondazione privata non profit prevista dall’art. 64 del Codice - svolgerà il ruolo di indirizzo e di controllo della rete dei CSV ed eserciterà le sue funzioni anche attraverso propri uffici decentrati: si tratta degli Organismi territoriali di controllo (OTC) che, in base all’art. 65, sostituiranno gli attuali Comitati di gestione dei fondi speciali per il volontariato. Il decreto per la nomina dei componenti degli OTC non è stato ancora varato, ma questo non impedirà che le decisioni dell’Organismo nazionale siano pienamente operative.

Tra le funzioni principali dell’ONC c’è anzitutto l’amministrazione del Fondo unico nazionale (FUN) per i Centri di servizio, costituito dagli accantonamenti delle fondazioni di origine bancaria, in relazione ai quali è riconosciuto un credito di imposta che sarà a regime di 10 milioni (15 nel 2018). Il Fun sarà ripartito tra i CSV secondo parametri che terranno conto sia della distribuzione storica delle risorse che di una perequazione territoriale.

Altro ruolo fondamentale dell’Organismo riguarda l’accreditamento dei CSV (esistenti ed eventualmente nuovi) secondo i criteri fissati dal Codice e dopo averne determinato il numero secondo la riorganizzazione territoriale già in corso (in Lombardia, ad esempio, si è passati a gennaio da 12 a 6 Centri).

L’ONC è guidato da Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Acri, ha una maggioranza di sette membri espressi dalle fondazioni di origine bancaria e vede al suo interno due rappresentanti di CSVnet, l’associazione che rappresenta 64 dei 65 Centri di servizio attualmente operanti: il presidente Stefano Tabò e il direttore Roberto Museo.

Ed è di grande soddisfazione il commento di Tabò sulla costituzione dell’ONC: «È estremamente importante che, come avevamo chiesto, sia stato varato ed entri in funzione prima del cambio di governo: l’ONC permetterà di sciogliere vari elementi di incertezza e di fissare criteri univoci per il controllo dei CSV: una rete che ha il compito di promuovere il volontariato in tutte le espressioni del terzo settore e in tutta la società».

«Da parte nostra – prosegue il presidente di CSVnet – c’è la piena disponibilità a contribuire al governo della transizione verso la “nuova stagione” dei CSV prevista dalla riforma, forti di una esperienza ventennale e animati da una precisa visione di sviluppo operativo. Siamo certi che, in coerenza con quanto avvenuto durante l’iter della riforma, il dialogo con le altre componenti dell’ONC sarà fruttuoso e rispettoso delle reciproche identità”.

Rifacendosi ai contenuti della recente assemblea associativa. Tabò conclude ricordando gli strumenti che CSVnet ha sviluppato in questi anni per la gestione e la rendicontazione del lavoro dei Centri che metterà a disposizione dell’ONC fin dalla prima riunione.

Ecco dunque chi sono i 13 componenti dell’ONC.

- Giuseppe Guzzetti, presidente Acri.

- Francesco Profumo, presidente Compagnia di S. Paolo.

- Antonio Finotti, presidente Fondazione Cassa risparmio Padova e Rovigo.

- Umberto Tombari, presidente Fondazione Cassa risparmio Firenze.

- Matteo Melley, presidente Fondazione Cassa risparmio La Spezia.

- Giorgio Righetti, direttore Acri.

- Roberto Giusti, Acri, coordinatore Consulta Comitati di Gestione.

- Stefano Tabò, presidente CSVnet.

- Roberto Museo, direttore CSVnet.

- Claudia Fiaschi, portavoce Forum Terzo settore.

- Maurizio Mumolo, direttore Forum Terzo settore.

- Antonio Fici, ministero Lavoro, docente università Molise.

- Stefania Saccardi, conferenza delle Regioni, assessore Toscana.

FONTE: www.csvnet.it

RIFORMA TS: PRIMI CORRETTIVI SU CODICE E IMPRESA

RIFORMA TS: PRIMI CORRETTIVI SU CODICE E IMPRESA

Fonte: CSVnet
Novità sulla riforma del terzo settore: il Consiglio dei ministri del 21 marzo ha dato il via libera ad ulteriori norme integrative e correttive sia sul Codice del Terzo settore che sul decreto n. 112 che riguarda l’Impresa sociale.
Un altro passo avanti quindi - dopo il primo decreto correttivo sul servizio civile del 22 febbraio - per il perfezionamento della riforma del Terzo settore (tutti gli aggiornamenti nel focus di CSVnet).
I testi dei provvedimenti assunti ieri sono stati approvati “salvo intese”: ciò vuol dire che dovranno essere esaminati dalle commissioni parlamentari competenti, formate dopo l’insediamento delle nuove Camere, per la pubblicazione dei testi in Gazzetta ufficiale entro agosto.
È il comunicato stampa del Consiglio dei ministri ad anticipare i contenuti principali dei decreti correttivi, a partire dal Codice del terzo settore, il decreto legislativo più consistente di tutta la riforma, modificato “al fine di un migliore coordinamento con la normativa nazionale e regionale e tenendo conto, inoltre, delle osservazioni formulate dagli stakeholder di riferimento”.
La novità più importante riguarda gli obblighi contabili, che saranno proporzionati alle dimensioni degli enti di terzo settore: solo quelli più grandi dovranno sottoporsi alla revisione legale dei conti; in caso di revisione obbligatoria, inoltre, le organizzazioni potranno rivolgersi all’organo di controllo interno, a condizione che in esso sia presente un revisore legale iscritto nell’apposito registro.
In un articolo pubblicato sul Sole 24 ore del 22 marzo, Giovanni Parente e Gabriele Sepio (consulente del Governo per la riforma) chiariscono meglio l’introduzione di questo “principio di maggiore proporzionalità”: “lo spirito di fondo” - spiegano - “è di uniformare la soglia spartiacque per definire grandi e piccoli enti. È destinato infatti a salire da 100mila a 220mila euro il limite di entrate annue per gli obblighi di trasparenza sui compensi erogati. Mentre, una volta approvato definitivamente il correttivo, basterà un rendiconto per cassa al posto delle scritture contabili per gli enti non commerciali con proventi annui inferiori a 220mila euro (e non entro i 50mila attualmente previsti), in coerenza con il limite oltre il quale scatta l’obbligo del bilancio di esercizio”.
Sul fronte fiscale invece, si prevede che gli enti con ricavi superiori ai costi, fino ad un limite massimo del 10%, saranno considerati comunque non commerciali: un intervento che consenta di avere dei margini in considerazione “dell’esigenza di mantenere la qualifica non commerciale dell’attività anche in presenza di lievi scostamenti tra costi e ricavi” sottolineano Parente e Sepio.
Previste inoltre integrazioni e correzioni concernenti la definizione della platea degli enti destinatari delle misure agevolative, anche con riferimento a quelli filantropici.
Altre novità emergono dal comunicato diramato dal Consiglio dei ministri: in particolare saranno integrate le attività di interesse generale esercitabili dagli enti non profit; aumenta di quattro unità il numero dei componenti del Consiglio nazionale del Terzo settore (oggi sono 33), al fine di assicurare una più ampia rappresentanza degli enti, comprese le reti associative.
Infine le Organizzazioni di volontariato di secondo livello dovranno avvalersi in modo prevalente di volontari provenienti dalle organizzazioni di primo livello che ne compongono la base sociale.
Anche il decreto sull’impresa sociale è stato oggetto di un correttivo che ha preso in considerazione in primo luogo i volontari che operano al loro interno, introducendo limiti più stringenti al loro impiego che dovrà essere “aggiuntivo” e non sostitutivo a quello dei lavoratori;
Sul versante fiscale è confermata la previsione della non imponibilità delle somme destinate a riserva o al versamento del contributo per l’attività ispettiva, mentre sarà imponibile qualsiasi distribuzione di utili ai soci, anche sotto forma di aumento gratuito del capitale nei limiti delle variazioni Istat. Al fine di allinearsi alla normativa sulle start-up innovative, il comunicato anticipa inoltre che gli investimenti agevolabili dovranno effettuarsi dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 112/2017, e che la qualifica di impresa sociale deve essere acquisita da non più di cinque anni. Inoltre anche le Ipab, ovvero le ex istituzioni di pubblica assistenza e beneficenza privatizzate, potranno acquisire la qualifica di impresa sociale.

di Clara Capponi

CODICE DEL TERZO SETTORE

CODICE DEL TERZO SETTORE

Codice del Terzo settore.

Codice del Terzo settore: efficacia e operatività delle norme

A CHE PUNTO E' LA RIFORMA

A CHE PUNTO E' LA RIFORMA

Il Forum Nazionale del Terzo settore, in collaborazione con CSVnet, mette a disposizione uno spazio dove sarà possibile seguire, passo passo, il percorso di attuazione della riforma del Terzo settore. A disposizione dei lettori c’è un'infografica riassuntiva e una tabella con tutti gli atti, quelli in itinere, gli organi a cui competono e le scadenze, insieme all’elenco dei provvedimenti che si renderanno via via necessari per chiarire e “preparare” gli atti veri e propri.


Clicca qui per maggiori informazioni.

COM'E' REGOLATO IL PERIODO TRANSITORIO

COM'E' REGOLATO IL PERIODO TRANSITORIO

Fonte: CSVnet.
Nell'articolo di Gabriele Sepio su Vita.it una lettura della circolare del Ministero del Welfare sulle nuove disposizioni del Codice del Terzo settore. I chiarimenti sono riferiti alle organizzazioni di volontariato (Odv) e alle associazioni di promozione sociale (Aps) per i quali sono già operativi i registri nazionali e/o locali - 15 gennaio 2018.

Arrivano le prime indicazioni del Ministero del lavoro e delle politiche sociali sull’applicazione nel periodo transitorio delle nuove disposizioni del Codice del Terzo settore (CTS) rivolte in particolare alle Regioni che saranno chiamate a rendere operativo il Registro Unico Nazionale del Terzo settore (RUN). Il documento è disponibile sul sito internet del Ministero e fornisce alcuni preliminari chiarimenti riferiti alle organizzazioni di volontariato (Odv) e alle associazioni di promozione sociale (Aps) per i quali sono già operativi i registri nazionali e/o locali.

Le Onlus, infatti, dovranno attendere le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate cui spetta la gestione della rispettiva anagrafe. Il Ministero ricorda prima di tutto che fino all’entrata in funzione del RUN, l’iscrizione agli attuali registri continuerà ad essere regolata dalle vigenti disposizioni normative. Questo significa che in caso di costituzione di un nuovo ente, ai fini dell’iscrizione nel registro APS e ODV nel periodo transitorio, si dovranno seguire le regole vigenti prima dell’entrata in vigore del codice (agosto 2017). Pur in mancanza di indicazioni operative da parte dell’Agenzia delle entrate questo stesso criterio varrà, molto verosimilmente, anche per tutti quegli enti che vorranno procedere all’iscrizione presso l’anagrafe delle ONLUS.

Per verificare la sussistenza dei requisiti utili per l’iscrizione nel nuovo registro le Regioni in questa fase dovranno seguire due diverse impostazioni tenendo conto della data di costituzione degli enti. Quelli già costituiti al 3 agosto 2017 (data di entrata in vigore del Cts) avranno a disposizione 18 mesi di tempo per adeguare i propri statuti alla nuova disciplina. Pertanto, in questo periodo, la domanda di iscrizione all’istituendo RUN non potrà essere rigettata in caso di difformità con le norme del Codice, almeno fino alla fine di febbraio del 2019. I nuovi enti, invece, dovranno adeguarsi da subito alle norme del codice ed in particolare alle disposizioni applicabili in via diretta ed immediata, a prescindere dalla operatività del Registro.

Ad esempio in mancanza di quest’ultimo non sarà richiesto il rispetto degli obblighi di pubblicazione delle informazioni riguardanti l’ente (si pensi alla denominazione dell’ente, forma giuridica, sede legale, oggetto dell’attività di interesse generale etc..) o del deposito dei bilanci e dei rendiconti, inclusi quelli riguardanti le raccolte fondi. Inoltre non potrà essere utilizzata la procedura semplificata per l’acquisizione della personalità giuridica dal momento che è collegata all’iscrizione nel Registro ( art. 22 CTS).

Alcune disposizioni invece entrano in vigore immediatamente e richiedono specifici requisiti che dovranno essere previsti obbligatoriamente fin dal momento della costituzione dell’ente, come il numero minimo di soci (almeno sette) e la forma giuridica di associazione riconosciuta o non riconosciuta, richiesta espressamente dal Codice per l’iscrizione nella sezione ODV e APS del Registro Unico (artt. 32 e 35). Dal momento che si tratta di elementi immodificabili in caso di inosservanza di queste disposizioni gli enti non potranno sanare la violazione, con impossibilità di accedere al Registro.

Per tutti gli ETS scatta l’obbligo del bilancio di esercizio, che andrà redatto in forma ordinaria o semplificata a seconda delle dimensioni, indipendentemente dal deposito presso il RUN. Va detto che in realtà la modulistica necessaria non è ancora pronta (servirà un intervento del Ministero del lavoro), ma, come chiarito nel documento, questa mancanza “non esonera gli enti da tale adempimento”. Quest’ultimo cambia a seconda dell’ammontare complessivo delle entrate dell’ente.

Se al di sotto dei 220mila euro sarà sufficiente presentare un prospetto semplificato sotto forma di rendiconto finanziario per cassa. Superato questo limite invece è richiesto un vero e proprio bilancio di esercizio formato dallo stato patrimoniale, dal rendiconto finanziario e dalla relazione di missione con cui l’ente dovrà illustrare l’andamento economico e finanziario. Il 1° gennaio 2019 sarà invece la data a partire dalla quale gli enti con entrate superiori a 100mila euro dovranno pubblicare sul proprio sito internet l’ammontare dei corrispettivi eventualmente attribuiti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai dirigenti e agli associati.

Resta invece ancora facoltativo l’obbligo di adozione del bilancio sociale per gli enti di maggiori dimensioni (con entrate superiori ad un milione di euro) che, in attesa delle linee guida previste dall’art. 14 del Cts manca ancora delle indicazioni necessarie. Da ultimo, bisognerà prestare attenzione anche alla corretta denominazione gli enti. Odv e Aps potranno ancora utilizzare i vecchi acronimi per l’iscrizione nei rispettivi registri. Per qualificarsi come Ets, invece, dovrà attendersi l’attivazione del Registro Unico nazionale, in un’ottica di trasparenza specie nei rapporti con i terzi legati, in particolare, ai maggiori vantaggi per chi dona a favore degli Enti del terzo settore.
Per approfondire a questo link un articolo di Italia Oggi.
*l'autore di questo articolo è consulente del Governo per la Riforma del Terzo settore
(Fonte: Vita.it)

ONLUS E CTS

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Onlus: prospettive alla luce del Codice del Terzo settore

PER GLI ENTI ADEGUAMENTO ENTRO 18 MESI

PER GLI ENTI ADEGUAMENTO ENTRO 18 MESI

Per gli Enti adeguamento entro 18 mesi.

TELEFISCO E TS

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Telefisco e Terzo settore: i chiarimenti dell'Agenzia - Le Onlus già costituite alla data di entrata in vigore del Codice hanno a disposizione diciotto mesi di tempo per modificare i propri statuti e adeguarsi alle nuove disposizioni.

Fonte: Fiscooggi

CONTABILITA' - PERSONALITA' GIURIDICA ETS

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